La storia dei Mondiali di calcio 1986 in Messico
scritto da juzdongivaphuck il 25 July 2010 | Ancora nessun commento | in: Mondiali

La storia dei Mondiali di calcio 1986 in Messico: dopo la memorabile vittoria della Nazionale nella precedente edizione del 1982, il tredicesimo camopionato mondiale di calcio venne disputato in Messico.
L'organizzazione dell'evento
La FIFA decise inizialmente di affidare la competizione alla Colombia. La nazione colombiana però, a causa di gravi problemi interni di natura politica ed economica, non riuscì a soddisfare i requisiti richiesti della Federazione Internazionale in termini di strutture necessarie e idonee misure di sicurezza e dovette quindi rinunciare all'impegno preso. Fu così individuato il Messico come Paese ospitante, che possedeva già le strutture necessarie, avendo organizzato la competizione mondiale solo 16 anni prima, nel 1970.
La nazione sudamericana fu quindi la prima ad ospitare per due volte il campionato del Mondo di calcio. Nel 1985 un violento terremoto che scolvolse il Messico, provocanto oltre 100.000 morti, mise a repentaglio il regolare svolgimento della competizione. Solo grazie all'aiuto della comunità internazionale, il Mondiale si svolse senza alcun problema organizzativo.
Le squadre partecipanti
Le 24 formazioni che parteciparono alla fase finale del Mondiale 1986 in Messico furono:
- Italia
- Messico
- Argentina
- Germania Ovest
- Francia
- Inghilterra
- Polonia
- Brasile
- Irlanda del Nord
- Portogallo
- Scozia
- Bulgaria
- Danimarca
- Belgio
- Spagna
- Ungheria
- URSS
- Paraguay
- Uruguay
- Canada
- Algeria
- Marocco
- Corea del Sud
- Iraq
Dopo il malcontento dell'organizzazione del torneo nell'edizione precedente, che prevedeva due fasi di gironi ed incontri diretti solo in semifinale e finale, la FIFA decise di effettuare delle importanti modifiche al regolamento.
La prima fase del torneo prevedeva infatti, 6 gironi composti di 4 squadre ciascuno. Il gruppo delle 16 squadre che avrebbe partecipato alla fase successiva, composto dalle prime due classificate di ogni girone e le 6 migliori terze classificate, veniva impegnato in scontri diretti.
Si prevedevano quindi, in una formulazione molto simile a quella attuale, ben quanttro fasi di partite ad eliminazione diretta: ottavi, quarti, semifinale e finalissima.
Il breve cammino dell'Italia Campione in carica
La Nazionale che solo quattro anni prima aveva inaspettatamente trionfato nel Mondiale in Spagna, era ancora sotto la guida di Enzo Bearzot.
Il CT decise di portare in Messico una rosa di giocatori composta per metà dal gruppo campione in carica, nonostante le scarse performance e la mancata qualificazione di due anni prima, agli europei del 1984.
Bearzot era ancora ricoscente verso quel gruppo che lo aveva portato sulla vetta del Mondo, a discapito delle innumerevoli critiche dei giornalisti del Belpaese e vennero infatti convocati per il Mondiale in Messico giocatori non in perfetta forma come Rossi e Cabrini, che non saranno mai schierati in campo.
La Nazionale era composta da molti giocatori ultratrentenni e le nuove risorse non furono in grado di portare novità e freschezza alla squadra.
L'Italia venne inserita nel girone A insieme a Bulgaria, Argentina e Corea del Sud. Esordì contro la nazionale bulgara portando a casa il risultato di 1-1, con gol di Altobelli.
Pareggiò anche contro l'Argentina, sempre col risultato finale di 1-1. Nell'ultima partita dei gironi vinse, con grande fatica, contro la Corea del Sud, col risultato di 3-2, grazie all'autorete del giocatore coreano Cho Kwang-Rae e doppietta di Altobelli.
Gli Azzurri superarono la fase dei gironi, ma nulla poterono contro la Francia del fortissimo Platini, negli ottavi di finale.
I trasalpini vinsero il match con un sonoro e meritato 2-0. Platinì segnò, a soli 15 min dall'inzio dell'incontro, la prima rete del vantaggio francese. L'Italia non riuscì ad essere pericolosa in nessuna occasione e, nel secondo tempo, la rete di Stopyra chiuse definitavemente il l'incontro.
I campioni del Mondo in carica furono eliminati dalla competizione e la Francia si qualificò ai quarti di finale contro la Germania.
Diego Armando Maradona: la stella del Mondiale
L'unico vero ed indiscusso protagonista dei Mondiali in Messico del 1986, fu uno dei campioni più forti di tutti i tempi: Diego Armando Maradona.
Maradona nacque il 30 Ottobre 1960 nel quartiere disagiato di Villa Fiorito, nella periferia di Buenos Aires.
Iniziò a giocare a calcio da giovanissimo, nelle stradine del suo quartire, e il suo inestimabile talento venne notato sin da subito dai suoi compagni, impressionati dalle prodezze di questo piccolo campione. Furono proprio loro a soprannominarlo "El Pide de Oro", nomignolo che gli verrà riconosciuto anche quando diventerà la stella del calcio più lucente di tutti i tempi.
Iniziò a giocare nel calcio professionistico all'età di 16 anni, prima nel'Argentinos Juniors e poi nel Boca Juniors, sempre in Argentina.
Il suo talento iniziò ad essere noto in tutto il mondo già nei mondiali dell'82 in Spagna, quando per molti argentini divenne già idolo indiscusso.
Dopo una parentesi negativa nel Barcellona venne acquistato dal Napoli nell'84. Grazie al suo carisma, oltre alle sue fantastiche doti di calciatore, Maradona conquistò la città partenopea. I napoletani lo adoravano proprio come gli argentini. Mentre per questi ultimi El Pibe divenne simbolo di riscossa e di orgoglio per il povero paese sudamericano, per i napoletani divenne icona della rimonta di una squadra del Sud contro il potere economico delle squadre, da sempre vincitrici, del Nord. Il calore dei tifosi napoletani era ineguagliabile e Maradona gli fu riconoscente portando il Napoli alla vittoria del campionato italiano dell'86/87 e nell'88/89.
Maradona incarnava alla perfezione il binomio di genio e sregolatezza, le sue giocate geniali e irripetibili si intrecciavano con i lati oscuri della sua vita privata, fatta di abusi di droga che dagli anni '90 lo portarono a squalifiche e malesseri fisici.
Furono proprio i Mondiali dell'86 a consacrare il suo talento.
L'incredibile Mondiale dell'Argentina di Maradona
L'Argentina superò la parte dei gironi classificandosi prima e vinse negli ottavi di finale contro L'Uruguay, col risultato finale di 1-0.
Nei quarti di finale dovette scontrarsi contro l'Inghilerra, dando vita all'incontro più sorprendente di tutto il campionato.
La squadra biancoceleste vinse la partita per 2-1. Il protagonista del match fu un incredibile Diego Armango Maradona, che segnò due gol indimenticabili per ragioni differenti. Il primo gol infatti lo segnò di mano, scatenando non poche polemiche. Il numero 10 dell'Albiceleste dichiarerà che fu " la mano di Dio" a spingere la palla in rete. Il raddoppio invece verrà ricordato come uno dei più bei gol nella storia di questo sport.
Maradona iniziò la sua azione dalla zona intermedia fra la propria area di rigore e la linea di centrocampo. Una corsa di 60 metri col pallone sempre incollato al piede, nella quale seminò cinque avversari con accelerazioni e dribbling, prima di dribblare anche il portiere e infilare la palla nella porta avversaria con la punta del piede, mentre crollava per terra dopo il contatto con un difensore inglese.
Fu l'apoteosi. Sugli spalti, persino gli stessi tifosi britannici furono costretti a riconoscere il talento di questo campione ed applaudire.
A nulla valse il gol dell'inglese Lineker all'80, l'Argentina si qualificò per la semifinale contro il Belgio, una delle squadre rivelazione del torneo.
Anche questa partita fu palcoscenico delle prodezze del Pibe de Or, che con una doppietta, portò la sua squadra in finale contro la Germania.
La finale Argentina – Germania Ovest
Il 28 giugno del 1986 si disputò la finalissima Argentina – Germania Ovest.
Il primo quarto d'ora dell'incontro fu molto teso, non vi furono importanti occasioni da gol e Maradona era letterarmente braccato dal tedesco Matthaus. Ma al 23' del primo tempo l'Argentina si portò in vantaggio col gol del difensore Brown. Al 10' della ripresa ci fu il raddoppio dei biancolesti con gol di Valdano, che a seguito di un triangolo con Enrique, mise la palla alle spalle di Schumacher.
Sembrava il gol del KO tedesco, ma la Germania di Beckenbauer non si diede per sconfitta e grazie ai due gol di Rummenigge e Voller si portò in pareggio a 10 minuti dalla fine del match. Le sorti della partita erano ancora incerte. Solo 3 minuti dopo però Maradona, per la prima volta non marcato ad uomo, servì un precisissimo assist a Burruchaga che, prendendo in controtempo la difesa tedesca siglò il terzo e decisivo gol argentino.
L'Argentina del fortissimo Maradona raggiunse la vetta del Mondo per la seconda volta. Questo edizione non può che essere ricordata come il Mondiale di Maradona, protagonista di giocate e azioni incredibili, indelebili nella storia del calcio mondiale.
Le foto del Mondiale 1986
Video dei gol di Maradona all'Inghilterra
Il famoso gol "La mano di Dio":
Il gol più bello del secolo:
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