La storia dei Mondiali di calcio 1958 in Svezia.

Mondiali di calcio Svezia 1958: dopo la scoppiettante finale del 1954, con la vittoria inaspettata della Germania sulla fortissima squadra ungherese, giungiamo alla sesta edizione del campionato mondiale di calcio nel 1958, in Svezia.
L’organizzazione e la scelta della Svezia
Quattro anni prima, a Berna, la FIFA decide di affidare l’organizzazione dell’evento mondiale al paese scandinavo, soprattutto per motivazoni di natura politica. La Svezia, in un clima mondiale di Guerra Fredda, si presenta neutrale e con le risorse organizzative e finanziare necessarie per affrontare una sfida di tal tipo.
La diffusione della TV e la crescente passione calcistica che ne consegue, rendono il mondiale del ‘58 fortemente popolare e atteso dai milioni di tifosi in tutto il mondo.
Le squadre partecipanti: non c’è la Nazionale
L’incremento del numero delle squadre che ambivano a partecipare al torneo resero necessario, anche per questa edizione , una lunga fase di qualificazione che definì le 16 squadre partecipanti alla fase finale:
- Argentina
- Austria
- Brasile
- Cecoslovacchia
- Francia
- Galles
- Germania Ovest
- Inghilterra
- Irlanda del Nord
- Jugoslavia
- Messico
- Paraguay
- Scozia
- Svezia
- Ungheria
- URSS
Come si può notare, il Mondiale del ‘58 è caratterizzato da assenze importanti. Per quel che ci riguarda più da vicino, l’assenza più pesante è sicuramente quella dell’Italia.
La Nazionale infatti, per la prima volta nella storia dei Mondiali di calcio, non riesce a qualificarsi per la fase finale. E’, sin ora, il momento più buio della compagine azzurra, che viene fermata dall’Irlanda del Nord, durante le qualificazioni, col risultato finale di 2-1. Nella nostra penisola arrivano fior di campioni esteri, ma anche atleti di basso spessore che ostacolano i talenti nostrani. Dal punto di vista tattico viene esasperato il catenaccio, con il risultato di sconvolgere le abilità dei difensori.
Si qualifica invece l’Argentina che , seppur diponendo in assoluto di giocatori di elevato livello tecnico, è costretta a partecipare con una compagine poco competitiva a causa di una regola interna che prevede il divieto, per i giocatori tesserati con squadre straniere, di far parte della squadra del paese sudmaericano. Per la prima volta partecipano l’URSS e il Galles che, con Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra, va a completare il lotto delle squadre britanniche.
Per la fase successiva, abbandonato il metodo delle “teste di serie” dell’edizione precedente, la composizione dei gironi venne realizzata su criteri geografici.
Le 16 squadre qualificate alla fase finale, infatti, venerro suddivise nelle seguenti 4 Fasce:
- Fascia 1: Europa Centrale e Settentrionale (Austria, Francia, Germania Federale, Svezia)
- Fascia 2: America (Argentina, Brasile, Messico, Paraguay)
- Fascia 3: Regno Unito (Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia)
- Fascia 4: Europa dell’Est (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Ungheria, URSS)
Ogni girone ospitava una squadra appartenente a ciascuna fascia.
La fase dei gironi interruppe il cammino di squadre importanti come l’Inghilterra, l’Argentina e la protagonista indiscussa dell’edizione precedente: l’Ungheria. La squadra era inevitabilemte turbata dai problemi socio politici del proprio paese, che sfociarono nella Rivoluzione del 1956 a Budapest.
Garrincha, Didì, Vavà e Pelè: il fortissimo Brasile
Differente fu la sorte del Brasile.
La Seleçao infatti, con non poche difficoltà, si qualificò alla fase successiva dei quarti di finale con una squadra ben differente dalla protagonista della disfatta del Maracanà. Oltre a individualità di elevato spessore tecnico, il Brasile vantava un gioco di squadra attento ad applicare la prudenza tattica, predicata dall’allenatore Vicente Feola.
Il mondiale del ‘58 ha l’onore di assistere all’esordio di uno dei giocatori più forti di tutti i tempi: Pelè.
Noto all’anagrafe come Edson Arantes do Nascimiento, Pelè nacque nel 1940 a Tres Coracoes, da una famiglia umile; già da giovanissimo presentava le caratteristiche per diventare uno dei campioni più forti di sempre.
Caratterizzato da un dribbling ubriacante e da un tiro formidabile per precisione e potenza Pelè, seppur di non alta statura, era dotato di una elevazione tale da renderlo letale anche con i colpi di testa. Era perfettamente ambidestro ed eccelleva in quanto a doti acrobatiche. Da grande campione, era capace di organizzare la squadra in campo e leggere l’evolversi della partita, doti che gli consentirono di vincere nel 2000, assieme a Maradona, il riconoscimento di Giocatore del Secolo.
Venne ingaggiato dal Santos all’età di soli 15 anni, Waldemar de Brito (dirigente del Santos) aveva giustamente fiutato il suo enorme talento.
Pelè non aveva ancora diciott’anni quando venne scelto per far parte della spedizione in Svezia. L’allenatore brasiliano lo preservò nelle prime partite del torneo perché reduce da un infortunio alla caviglia, e lo fece esordire solo nell’ultima partita dei gironi, contro l’URSS. La scelta di inserire il giovanissimo Pelè nella squadra, al posto di Josè Altafini, fun tutt’altro che semplice per Feola.
I tifosi brasiliani privilegiavano in campo giocatori con maggiore esperienza che, nel segno della tradizione del “fútbol bailado”, presentassero una maggiore spregiudicatezza e forza fisica, con doti quasi da giocoliere. L’andamento del mondiale e le incantevoli azioni di gioco di Pelè diedero ragione all’allenatore su tutti i fronti.
Le prodezze del giovanissimo giocatore non si fanno attendere; nei quarti di finale il ragazzo che sarebbe poi diventato per tutti “O Rey“, segna il gol decisivo contro il Galles. Fu strepitosa la sua tripletta contro la Francia in semifinale, che vide la vittoria dei verdeoro per 5 reti a 2.
Era la Francia del fortissimo Just Fontaine, che propio nel mondiale del ‘58, con ben 13 reti, conquista il record, ancora inbattuto, di gol segnati da un solo giocatore nella fase finale della Coppa del Mondo. Veloce, imprendibile tra le maglie delle difese avversarie, Fontaine si afferma nella prima metà degli anni Cinquanta nel Nizza e dopo nello Stade Reims, la squadra francese più forte del momento.
Non si può non menzionare un altro grande talento di questi Mondiali: il brasiliano Garrincha. Il giocatore naque con diversi difetti fisici congeniti: un leggero strabismo, la spina dorsale deformata, il bacino slogato e la gamba sinistra più corta rispetto all’altra di sei centimetri. A causa di questa malformazione molti medici gli sconsogliarono di proseguire la sua carriera calcistica, ma molti ritengono che fosse propio il suo difetto fisico a rendere i suoi movimenti imprevedibili, rendendo il suo dribbling incontrastabile.
Garrincha, Didì, Vavà e Pelè… i nomi di questi Campioni del Brasile divennero quasi una filastrocca magica, capace di incantare anche le difese avversarie con azioni di prima e gol spettacolari.
La finalissima Brasile – Svezia
Il 29 Giugno del 1958 è il giorno della finalissima : Brasile -Svezia.
I padroni di casa avevano battuto nelle due partite ad eliminazione diretta, l’URSS e la Germania, rispettivamente con i risultati di 2-0 e 3-1. La squadra brasiliana era la favorita al titolo, la Svezia si dichiarava già onorata del risultato inaspettato raggiunto. E la finale fu lo specchio di tale realtà.
Nonostante i due gol dalla Svezia al 4′ e 80′ minuto, siglati rispettivamente dal grande Nils Liedholm (” Il Barone“, prima giocatore e poi acutuissimo allenatore del Milan; è ricordato dal popolo rossonero, oltre che per i successi, perchè assieme ai suoi due compagni di nazionale Gunnar Nordahl e Gunnar Gren, formava il tridente “Gre-No-Li”) e Simonsson; la partita è un tripudio verdeoro. Il Brasile mette in rete ben 5 gol: uno segnato da Zagalo a cui si affiancano le doppiette di Vavà e dell’immancabile Pelè.
Il Brasile viene coronato per la prima volta Campione del mondo.
Per la vittoria i radiocronisti brasiliani sembravano impazziti, il lungo urlo del «goooooool» sembrava un ululato senza fine. Già durante la partita, nelle grandi metropoli brasiliane, nei piccoli villaggi dell’interno, si scatenò una festa irresistibile e forse senza eguali. Dopo otto anni dalla terribile tragedia del Maracanà, i tifosi potevano finalmente gioire per il risultato raggiunto, così lungamente atteso.
Le foto dei Mondiali 1958
Video della finale del Mondiale 1958
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