Europa League: probabili formazioni di Juventus – Ajax.

February 24th, 2010 di juzdongivaphuck

Candreva, Amauri e Legrottaglie - Juventus

Europa League, ritorno sedicesimi di finale: Giovedì 25 Febbraio alle 21.05 all’Olimpico di Torino si sfideranno Juventus ed Ajax per la gara che vale l’accesso agli ottavi d della ex Coppa UEFA.

Dopo il successo dell’andata per 2-1 all’Amsterdam Arena e la buona vittoria sul Bologna, i bianconeri di Zaccheroni paiono in fase di crescita e il passaggio del turno in Europa League potrebbe contribuire a ridare morale alla squadra. Vale la regola dei gol in trasferta quindi, la Juve ha ben tre risultati dalla sua parte per qualificarsi (ovviamente la vittoria, il pareggio e anche una sconfitta per 1-0).

Zaccheroni non ha ancora a disposizione tutta la rosa ma iniziano ad esserci degli infortunati che recuperano e il tecnico bianconero potrebbe fare un pò di turnover. Non convocato Buffon per un affaticamento muscolare. Manninger titolare. Caceres è acciaccato ma è comunque in ballottaggio con Grygera per un posto sulla fascia destra. Grosso ancora fuori e De Ceglie a sinistra. Rientra Cannavaro. Sissoko potrebbe partire titolare (con Candreva pronto a subentrare) e Diego dietro le punte che saranno Del Piero e, con tutta probabilità Amauri. Trezeguet ha risentito di un affaticamento e non ci sarà. Possibilità per Paolucci. Zac dovrebbe dare minuti anche al rientrante Camoranesi.

Nell’Ajax non ci sarà il giovane e forte attaccante Suarez, squalificato. Lo sostituirà Rommedahl che farà coppia con Sulejmani (in gol all’andata).

Formazioni Juventus – Ajax

  • Juventus: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie, Marchisio, Felipe Melo, Sissoko, Diego, Del Piero, Amauri.
    Panchina: Pinsoglio, Zebina, Legrottalie, Caceres, Candreva, Camoranesi, Trezeguet, Paolucci.
  • Ajax: Stekelenburg, Van der Wiel, Oleguer, Alderweireld, Wertongen, Emanuelsson, Enoh, De Zeeuw, De Jong, Rommedahl, Sulejmani.
    Panchina: Vermeer, Ogararu, Kennedy, Anita, Lodeiro, Suk, Eriksenm, Pantelic.

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Champions League: pari per il Barcellona a Stoccarda. Vince il Bordeaux.

February 24th, 2010 di juzdongivaphuck

Ciani gol in Olympiacos - Bordeaux

Champions League, andati ottavi di finale: nelle sfida del Martedì europeo il Barcellona pareggia in casa dello Stoccarda. Il Bordeaux va invece a vincere in Grecia in casa dell’Olympiacos, confermando la sua grande verve in Champions.

Stoccarda – Barcellona

A Stoccarda, Pep Guardiola schiera il Barcellona con il trio delle meraviglie Henry, Messi e Ibrahimovic. Il Barça gioca la sua solita partita fatta di possesso palla, ma è lo Stoccarda ad essere più concreto nella prima frazione e a creare pericoli agli avversari. Nello Stoccarda brilla Cristian Molinaro (in prestito dalla Juve) che contiene complessivamente Messi e si rende pericoloso in attacco con i suoi cross. Ibrahimovic è imbrigliato tra i centrali avversari e il pressing dei tedeschi mette in seria difficoltà i catalani che al 24′ minuto capitolano. Cross da destra di Gebhart per Cacau che di testa infila Valdes per l’1-0. Il vantaggio non placa lo Stoccarda che spreca più volte il 2-0. L’unica chance per gli spagnoli è per Messi che impegna Lehman. Nella ripresa il Barcellona, pur non brillando trova subito il gol del pareggio. Al 52′ Ibrahimovic impegna Lehman che respinge, Ibra però è pronto e infila l’1-1 in tap-in di piatto destro. I blaugrana entrano finalmente in partita e riprendono il controllo del match. Molinaro salva sulla linea (forse di mano) una sventola di Ibrahimovic. Anche lo Stoccarda spreca un paio di buone occasioni. Nel finale la partita va lentamente spegnendosi. Finisce 1-1. Lo Stoccarda fa una gran figura di fronte ai Campioni d’Europa. Il Barcellona torna dalla trasferta tedesca con un risultato che dovrebbe garantire il passaggio ai quarti di finale.

Olympiacos – Bordeaux

Ad Atene, il Bordeaux di Laurent Blanc conferma, almeno per il momento, il ruolo di squadra rivelazione di questa Champions League 2009/2010. I transalpini, che già avevano stabilito il record di punti nella fase a gironi (qualificandosi al primo posto davanti a squadre blasonate come Bayern Monaco e Juventus), vanno a vincere anche in trasferta compiendo un primo, fondamentale, passo verso la qualificazione ai quarti di finale. Nel primo tempo sono i padroni di casa a rendersi più pericolosi. Mellberg al 4′ minuto manda fuori di poco con un colpo di testa su punizione dell’ex Napoli, Datolo. I greci hanno un’altra buona occasione con Stoltidis ma l’estremo difensore francese Cardasso è pronto e salva. Il Bordeaux non si scompone e, nei minuti di recupero della prima frazione passa. Punizione dalla sinistra di Gourcuff e stacco vincente di Michael Ciani che anticipa tutti e infila Nikopolidis. Nella ripresa l’Olympiacos cerca ripetutamente il pareggio ma i greci non trovano la via del gol. Quando Enzo Maresca segna di testa, l’arbitro annulla per un fallo sul portiere Cardasso. La squadra di Blanc contiene le offensive greche e porta a casa un prezioso 1-0. La sfida di ritorno rimane aperta, ma vedrà il Bordeaux nettamente favorito.

Serie A, venticinquesima giornata: l’Inter pareggia. Roma a 5 punti. Juve quarta.

February 22nd, 2010 di juzdongivaphuck

Vucinic festeggiato dopo il gol

Serie A, venticinquesiema giornata: l’Inter pareggia in casa contro la Sampdoria, giocando oltre un tempo in 9 contro 11; la Roma approfitta del mezzo stop dei nerazzurri, battendo il Catania e portandosi a 5 punti dalla vetta. Il Milan nel posticipo a Bari. La Juventus vince a Bologna per 2-1 e riagguanta il quarto posto.

Inter – Sampdoria

A San Siro, va in scena una brutta partita: tre espulsioni in tutto, tante proteste e poco bel calcio. All’inizio la partita è interessante, la Sampdoria di Del Neri è ben messa in campo e inizia aggressiva. L’Inter di Mourinho, che ritrova Dejan Stankovic, non si scompone con il passare del tempo sembra poter diventare padrona del match. La svolta intorno alla mezzora quando, Samuel, già ammonito, ferma Pozzi lanciato a rete alzando il gomito. Rosso diretto per fallo da ultimo uomo e Inter in 10 fra grandissime proteste di Mourinho e giocatori, poco comprensibili. Il clima si arroventa e poco dopo viene espulso anche Cordoba per doppia ammonizione (secondo fallo non cattivo, ma ingenuo). San Siro diventa una bolgia e la partita finisce sostanzialmente qui. Nella ripresa la Samp non attacca più con convinzione. Mourinho tiene in campo tutti i suoi giocatori d’attacco con grande coraggio e sfiora la vittoria quando Eto’o spara su Storari una grande occasione. Nel finale espulso anche Pazzini per doppia ammonizione. Finisce 0-0. Risultato e spettacolo che, probabilmente, scontentano tutti. Ora l’Inter si concentra sulla partita con il Chelsea in Champions League.

Roma – Catania

La Roma di Claudio Ranieri non smette di stupire. All’Olimpico, la partita con il Catania vede entrambe le squadre partire in modo blando. Nella Roma manca Totti e la fantasia sembra risentirne. Tuttavia al 18′ minuto la Roma sblocca la gara. Su azione da corner Mirko Vucinic infila il gol dell’1-0 di destro. Il Catania non riesce ad imbastire una reazione concreta e la Roma sfiora il raddoppio con De Rossi, su cui è bravo a parare Andujar. Il secondo tempo offre davvero pochi episodi degni di nota. La Roma gestisce il vantaggio, al Catania mancano le idee e la gara si spegne sul risultato di 1-0. Con questa vittoria, la Roma cancella la sconfitta di Europa League contro il Panathinaikos ma, soprattutto, si porta a 5 punti dall’Inter. I nerazzurri sembrano comunque difficili da impensierire, ma il campionato è ancora aperto.

Bari – Milan

Allo stadio San Nicola, Bari e Milan si affrontano nel posticipo della venticinquesima giornata. Leonardo ritrova Borriello e lo lancia in avanti insieme a Ronaldinho e Pato. Nel primo tempo la gara non decolla subito; il Bari, diversamente dal solito, ha un atteggiamento prudente e limita le folate offensive che distinguono il gioco della squadra di Ventura. Il Milan dal canto suo, non spinge troppo sull’acceleratore ma carbura lentamente e verso il finale di tempo si scatena. Prima è Bonucci a salvare sulla linea un tiro di Borriello. Al 43′ minuto, Ronaldinho da posizione centrale inventa per Marco Borriello che colpisce al volo il cross del compagno in girata, segnando un bellissimo gol che vale l’1-0 per i rossoneri. Nella ripresa il Bari si fa più intraprendente, tuttavia le azioni di attacco dei biancorossi non causano grossi interventi da parte di Abbiati. Al 69′ minuto, Ronaldinho se ne va sulla sinistra e spara su Gillet che respinge, Pato è pronto e infila il 2-0 da centro area. La partita si conclude qui, c’è solo spazio ad un minuto dal termine per un calcio di rigore tirato da Barreto che Abbiati para, negando al brasiliano il dodicesimo gol in Serie A. Il Milan si porta a 48 punti. I rossoneri, Mercoledì 24 alle 18.30, recuperano la sfida con la Fiorentina. Vincentdo potrebbero portarsi a soli 4 punti dall’Inter capolista.

Le altre partite

A Bologna, la Juventus trova la seconda vittoria consecutiva in Serie A dopo il successo con il Genoa e riagguanta il quarto posto con un punto di vantaggio su Napoli (che pareggia 0-0 a Siena) e Sampdoria. I bianconeri disputano un buon primo tempo e lo chiudono in vantaggio grazie al gol di Diego (tap-in su una sua azione personale). Nella ripresa il Bologna mette costantemente sotto la Juve, trova il pareggio con Buscè e un clamoroso palo con Jimenez. Poco dopo però Del Piero inventa per Candreva che firma il gol vittoria. La Juve ricomincia così a respirare.

Torna al successo anche la Fiorentina che batte in rimonta il Livorno (Vargas e Gilardino rispondono a Rivas). Il Cagliari di Allegri continua a stupire, battendo anche il Parma (in piena crisi) e portandosi a 38 punti in classifica, a soli tre punti dal quarto posto. Il Palermo batte la Lazio per 3-1 e attende la prossima sfida con la Juventus a Torino per capire quante chance ci sono di raggiungere un piazzamento in Champions. Chievo batte Atalanta 1-0. Nell’anticipo del Sabato, Genoa - Udinese finisce 3-0. I bianconeri, che non riescono a risollevvare la loro stagione e rischiano la retrocessione, esonerano De Biasi e ridanno la squadra a Marino.

La storia dei Mondiali di calcio 1966 in Inghilterra.

February 20th, 2010 di juzdongivaphuck

Inghilterra Campione del Mondo, 1966

Mondiali di calcio Inghilterra 1966: l’ottava edizione del campionato mondiale di calcio venne disputata in Inghilterra, la patria del gioco del calcio.

La scelta dell’Inghilterra e il furto della Coppa

L’Inghilterra, consapevole della crescente popolarità del calcio e della competizione mondiale, decise di porre definitavamente fine alla sua battaglia contro la FIFA, candidandosi come paese ospitante del torneo.

L’allora presidente della FIFA, Sir Stanley Rous, successore di Jules Rimet, era proprio di origini inglesi e ciò sicuramente favorì l’assegnazione dell’organizzazione del campionato alla nazione britannica. Il Mondiale del 1966 iniziò con un divertente giallo. Il 20 marzo del 1966, durante un’esposizione al pubblico, la coppa Jules Rimet venne rubata da ignoti.

Fu ritrovata solo grazie al fiuto di un bastardino di nome Pickles, che la scovò avvolta in un foglio di giornale, in uno dei parchi londinesi. Nel frattempo la Federazione inglese, timorosa di non ritrovare in tempo il trofeo, ne fece produrre una copia, che è attualmente custodita ed esposta nel Museo nazionale del calcio.

La fase dei gironi e le eliminazioni di Italia e Brasile

Le 16 squadre che parteciparono alla fase finale del torneo furono:

  • Brasile
  • Inghilterra
  • Italia
  • Germania
  • Portogallo
  • Argentina
  • Cile
  • Corea del Nord
  • URSS
  • Ungheria
  • Spagna
  • Messico
  • Uruguay
  • Svizzera
  • Francia
  • Bulgaria

La fase dei gironi, come nelle edizioni precedenti, prevedeva i quattro gironi all’italiana. Venne introdotto il criterio della differenza reti per i casi di spareggio, che andava a sostituire il quoziente reti, adottato nel precedente campionato Mondiale. In caso di ulteriore parità, era discriminante il numero di reti segnate nell’intero girone; fino ad arrivare al sorteggio se la parità persisteva. Le due squadre in testa a ciuscun girone avrebbero partecipato ai quarti, con una modalità molto simile a quella odierna. In ogni quarto si scontravano rispettivamente, la prima classificata del girone con la seconda classificata del girone suguente.

La fase dei gironi si concluse con la sconfitta e l’abbandono del torneo da parte di squadre importanti, su tutte l’Italia e il Brasile, Campione del Mondo in carica.

La Nazionale, guidata dal CT Edmondo Fabbri, nel primo incontro riuscì a riscattarsi di quanto accadde nella Battaglia di Santiago 4 anni prima, vincendo proprio contro il Cile col risultato finale di 2 a 0.

Nella partita successiva contro l’URSS, gli Azzurri subirono la rete di Cislenko e persero l’incontro. La Nazionale aveva mostrato un gioco incerto, incapace di fronteggiare e reagire al comportamento a volte poco ortodosso dei suoi avversari. Ma nulla era perduto, era sufficiente la vittoria contro i coreani per garantirsi la partecipazione ai quarti. In realtà non ci fu la ripresa sperata e la partita contro la Corea viene ricordata da molti come il momento più buio della Nazionale, forse ancor peggio di quanto accadde a Belfast otto anni prima. Gli Azzurri fallirono numerose occasioni fino a subire il gol del coreano Pak Doo Ik (che di professione era un dentista), che decretò il ritiro della Nazionale dal torneo. L’Italia aveva clamorosamente sottovalutato le capacità dei suoi avversari, definendoli “squadra di Ridolini”, per il loro frenetico mulinare di gambe. Gli Azzurri tornarono mestamente a casa e furono accolti in patria da interminabili polemiche.

Stessa sorte toccò al Brasile, reduce da due vittorie consecutive nei Mondiali in Svezia del 1958 e in Cile del 1962.

La squadra verdeoro vinse la prima partita contro la Bulgaria col risultato di 2-0, ma venne sconfitta nelle due partite successive, rispettivamente dall’Ungheria e dal Portogallo. Pelè si infortunò proprio nel primo incontro e il Brasile, oltre a perdere il suo fuoriclasse, non poteva più contare su giocatori del livello di Didi, Vavà e Zagalo, che vennero sostituiti da atleti più giovani, ma anche meno esperti.

Il Portogallo del grande Eusebio

Il Portogallo fu, senza dubbio, la squadra rivelazione del torneo. La nazionale portoghese poteva contare sul fortissimo Eusebio, Pallone d’oro nel 1965 che fu, con 9 reti segnate, capocannoniere del Mondiale.

Di origine mozanbicana, era considerato la risposta eurepea al fortissimo Pelè. Per le sue movenze, rapide e felpate come quelle di un felino, venne soprannominato la Pantera Nera. Giocatore di riferimento del Benfica, riuscì a conquistare un numero considerevole di vittorie: 11 titoli nazionali, sette volte capocannoniere, una Coppa dei Campioni nel 1962, due volte Scarpa d’oro (1968 e 1973), oltre al già citato Pallone d’oro. A Lisbona, una statua di bronzo raffigura Eusebio all’ingresso dell’Estadio da Luz, a perenne ricordo delle sue gesta e di quel glorioso Benfica degli anni Sessanta.

La squadra portoghese, qualificatasi per la prima volta nella fase finale del torneo, riuscì a proseguire fino alle semifinali, dove venne sconfitta dall’Inghilterra che giunse, quindi, alla finalissima contro la Germania Ovest che vinse nei quarti contro l’Uruguay col risultato di 4-0, in semifinale contro l’URSS col risultato di 2-1.

La finalissima Inghilterra – Germania e il gol fantasma

La finalissima Inghilterra – Germania venne disputata il 30 Luglio 1966 allo stadio Wembley di Londra davanti a 100.000 telespettatori.

La squadra inglese, guidata dal CT sir Alf Ramsey, era fortemente motivata a riscattarsi dalle magre figure dei Mondiali precedenti e raggiungere la vetta del mondo in patria.

Agli ordini di Ramsey scesero in campo per l’Inghilterra: Banks, Cohen, J. Charlton, Moore, Stiles, Wilson, Ball, Hunt, Hurst, R. Charlton, Peters.

Il CT tedesco Helmut Schön schierò invece: Tilkowski, Höttges, Weber, Schnellinger, Schulz, Beckenbauer, Haller, Emmerich, Held, Overath, Seeler.

Al 12′ minuto la Germania si portò in vantaggio con rete di Haller ma, solo 6′ minuti dopo, Hurst riportò la situazione in pareggio per l’Inghilterra. Da questo momento la partita si svolse su un piano di sostanziale equilibrio finché a 12 minuti dalla fine Peters realizzò il gol del 2-1, che sembrava aver chiuso l’incontro a favore degli inglesi. Ad un solo minuto dal termine del macth però, quando ormai i giochi sembravano fatti, Weber segnò la rete del 2-2, ristabilendo il pareggio e portando l’incontro ai supplementari.

La situazione rimase invariata fino al 101′ minuto, quando Hurst lasciò partire un tiro che sbatté contro la faccia inferiore della traversa e rimbalzò sulla linea, prima di tornare in campo. Il tiro diede l’illusione del gol e l’arbitro convalidò la rete del 3-2 inglese. Fu il gol più dubbio della storia dei Mondiali. Dalle successive analisi televisive si dimostrò inequivocabilmente che il gol non poteva ritenersi valido, in quanto la palla non aveva attraversato completamente la linea della porta.

Da questo momento in poi si iniziò a parlare di gol fantasma e ci sono svariate leggende su come venne convalidato il contestato gol. Molti ritengono che il direttore di gara Dienst, indeciso sul da farsi, chiese consiglio all’assistente di gara Tofif Bakhramov, di origine russa. Bakhramov, a quanto pare, non conosceva la lingua inglese e quindi il dialogo si svolse a gesti; con le conseguenti possibili incomprensioni tra i due. Altri raccontano che nel momento decisivo qualcuno avesse urlato a Bakhramov , come già detto di origine russa ed ex sergente dell’Armata Rossa nella Seconda Guerra Mondiale: “Ricordati di Stalingrado!”, riferendosi alla battaglia dei russi contro i tedeschi.

Dunque l’Inghilterra si portò in vantaggio grazie al gol fantasma di Hurst. Lo stesso calciatore inglese, all’ultimo minuto dei supplementari, su azione di contropiede, firmò anche il gol del 4-2 che gli valse la personale tripletta (record di gol in una Finale dei Mondiali, tuttora imbattuto) e chiuse la partita.

Nonostante le polemiche e il gol più chiacchierato della storia, l’Inghilterra vinse per la prima (ed unica) volta la Coppa del Mondo, con lo stadio di Wembley festante e l’orgoglio dei tifosi inglesi per aver vinto l’ambito trofeo in patria.
Il campionato mondiale inglese viene ricordato anche per la parzialità degli arbitri (sopratutto filoeuropei) e fu il primo campionato ad adottare una mascotte (il leone Willie) e un logo per fini commerciali.

Due grandi protagonisti della finale: Bobby Charlton e Franz Beckenbauer

La finalissima del Mondiale 1966 vide contrapporsi due tra i giocatori più forti di tutti i tempi: l’inglese Bobby Charlton e il tedesco Franz Beckenbauer.

Bobby Charlton fu un fortissimo attaccante del Manchester United ed importante punto di riferimento per la rinascita della squadra a seguito della disastrosa tragedia aerea del 1958, dove perse numerosi compagni. Forse la sua maggior forza, fu la sua versatilità. Tecnicamente fortissimo ed abile nel distribuire la palla, poteva calcolare i passaggi al millimetro in tutto il campo, raggiungendo i compagni di squadra con incredibile precisione.
E’ ricordato, oltre che per le sue doti atletiche, anche per la sua onestà e il suo fair play.

Franz Anton Beckenbauer, giocatore di riferimento del Bayer Monaco dal 1964 al 1977, occupa la 4° posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer, dopo Pelè, Maradona e Crujff. Ricordato da tutti come il “Kaiser” (l’Imperatore), ha vinto per ben due volte il Pallone d’oro, impresa di notevole spessore se si pensa che il premio è riservato di solito a giocatori offensivi o di grande tecnica, rispettivamente nel 1972 e 1976. Ha un palmeres di tutto rispetto ed è considerato il difensore centrale più forte di tutti i tempi.

Le foto dei Mondiali 1966

Il video della finale tra Inghilterra e Germania Ovest



La storia di tutte le edizioni dei Mondiali di calcio:

Tutte le informazioni sui Mondiali 2010:

Champions League: Milan sconfitto in casa dal Manchester United.

February 17th, 2010 di juzdongivaphuck

Wayne Rooney e Bonera, Milan - Manchester United

Manchester United – Milan, le formazioni della partita di ritorno.

Champions League, andati ottavi di finale: non inizia bene l'avventura delle italiane nella fase ad eliminazione della Champions. Il Milan infatti, perde in casa per 3-2 di fronte al Manchester United. Nell'altro match di giornata, Real Madrid sconfitto, un pò a sorpresa, a Lione.

Milan – Manchester United

In uno stadio San Siro con il tutto esaurito, Leonardo schiera il Milan con la formazione annunciata e i rossoneri partono forte mettendo subito sotto il Manchester United. Al terzo minuto infatti, su una respinta della difesa inglese, Ronaldinho calcia al volo e, complice una deviazione, infila van der Saar per l'1-0. Il Milan è scatenato: Ronaldinho ha una seconda occasione ma calcia debole. Poco dopo tocca a Huntelaar, servito da Ambrosini, mandare a lato di un soffio. Ancora Ronaldinho si libera di due marcatori e calcia forte, ma van der Saar respinge. Quando sembra un dominio rossonero, i Red Devils pareggiano. Antonini è momentaneamente fuori dal campo per infortunio (entrerà Favalli) e Nani se ne va su quella fascia servendo al centro Scholes che con una conclusione sporca batte fortunosamente Dida.

Anche nella ripresa il Milan parte bene, ma non trova il gol. Pato manda di poco alto di testa. Il Manchester gioca di rimessa, ma quando attacca è letale. Al 66' Valencia (subentrato a Nani) lascia sul posto Favalli e crossa morbido in mezzo dove Wayne Rooney si alza e battendo Dida incrociando un colpo di testa perfetto. Gran gol del numero 10 dello United. Il Milan subisce il colpo e, solo 8 minuti dopo, arriva il gol del 3-1 per il Manchester United. Lo firma ancora Rooney, ancora di testa, imbeccato da Fletcher, lasciato troppo solo. Il Milan, forte in attacco, si dimostra, ancora una volta, troppo fragile in difesa. Leonardo manda in campo Inzaghi e Seedorf e nonostante sembri tutot finito, il Milan, nel finale, ha un moto d'orgolgio e trova il 3-2 su un guizzo di Ronaldinho che pesca Seedorf che segna di tacco il gol che da ancora qualche speranza al Milan. Nel finale ancora un paio di chances per i rossoneri, Carrick viene espulso per doppia ammonizione, ma non cambia il risultato. Milan – Manchester United 2-3. All'Old Trafford, il 10 Marzo, servirà un'impresa al Milan per provare a centrare la qualificazione ai quarti.

Lione – Real Madrid

Allo stadio Gerlande di Lione, i padroni di casa partono meglio del Real Madrid. Nel primo tempo infatti, i francesi sfiorano il gol con Delgado che, con un gran destro al volo da fuori, prende in pieno il palo. Il Real risponde con un colpo di tacco di Cristiano Ronaldo che prova a mettere in moto Higuian, ma i calciatori merengues sono davvero poco incisivi. Kakà, Cristiano Ronaldo e Higuain non riescono a combinare fra loro e il gioco del Real ne risente. Nella ripresa il Lione gioca meglio e dopo due minuti passa in vantaggio con Makoun che si inventa un gran gol con un destro da fuori di leggero esterno che non lascia scampo a Casilass. Il Real non reagisce. Il Lione spreca almeno due grandissime occasioni con Lisandro Lopez e Cissokho. Finisce 1-0. Il Real Madrid di Pellegrini non convince e al ritorno, al Santiago Bernabeu, sede della prossima finale, servirà una prestazione di alto livello per avere la meglio sul Lione.

Champions League: iniziano gli ottavi di finale.

February 15th, 2010 di juzdongivaphuck

Snejider, Vargas, Ronaldinho - Ottavi Champions League

Champions League 2009/2010, ottavi di finale: a partire da Martedì 16 Febbraio 2010, torna in scena la Champions League che entra nel vivo della competizione con la fase ad eliminazione diretta che vede impegnate le sedici squadre qualificatesi dopo la fase a gironi.

Tre le italiane rimaste ancora in gara: Inter, Milan e Fiorentina, attese tutte da sfide molto dure, rispettivamente contro Chelsea, Manchester United e Bayern Monaco. Tre le inglesi e tre anche le squadre spagnole, mentre sono ancora in gara due squadre tedesche e due francesi.

Di seguito il quadro delle sfide degli ottavi di finale.

Lione – Real Madrid

Si inizia il 16 Febbraio a Lione. Il blasone farebbe propendere il pronostico verso il Real Madrid, ma la sfida è più equilibrata di quanto possa pensarsi. Il Lione infatti ha dominato il suo girone di qualificazione (con Liverpool e Fiorentina) e da anni cerca di portare in Europa i successi che colleziona nel campionato francese. Il Real di Pellegrini dal canto suo, dopo il mercato faraonico dell’estate, con gli arrivi di Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema e Xabi Alonso punta forte alla finale che si giocherà proprio allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid. Kakà e Ronaldo finora, pur giocando discretamente, non hanno incantato, a differenza di Gonzalo Higuain, vera rivelazione tra le merengues. Se i due fenomeni dovessero giocare ai loro livelli, il Real non dovrebbe avere difficoltà a passare il turno.

MILAN – Manchester United

Tre anni fa a San Siro, il Milan diede una lezione al Manchester di Ferguson e si avviò a vincere la sua settima Coppa dei Campioni. Passati tre anni, entrambe le squadre si presentano molto diverse. Il Milan di Leonardo punta tutto sulla fantasia di Ronaldinho e sul rientro di Pato. Il mister rossonero forse dovrà rinunciare a Borriello, ma Huntelaar sembra pronto a sostituirlo e non va dimenticato Inzaghi che in Champions ha sempre lasciato il segno. Nel Manchester mancherà Ryan Giggs e dunque, tutte le responsabilità saranno su Wayne Rooney, sempre decisivo in Premier League in questa stagione. Da tenere sotto controllo per il Milan anche Nani e Valencia che con la loro velocità potrebbero mettere in crisi la difesa.

Milan – Manchester, le formazioni.

Porto – Arsenal

Sfida aperta anche quella tra i portoghesi e gli inglesi. La squadra di Wenger parte con un leggero favore del pronostico, ma molto dipenderà da come si chiuderà la sfida di andata ad Oporto. I portoghesi lo scorso anno misero in difficoltà il Manchester e intendono ripetersi per continuare il loro cammino. Nell’Arsenal l’assenza di Van Persie è pesante e le ultime uscite in Premier (sconfitte contro Chelsea e Manchester) hanno ridimensionato i Gunners, tuttavia Fabregas e compagni, nelle sfide ad eliminazione hanno spesso dato il meglio. Sfida che si preannuncia potenzialmente spettacolare.

Bayern Monaco – FIORENTINA

Per la prima volta nella sua storia, la Fiorentina accede agli ottavi di finale di Champions League. Per raggiungere questo prestigioso traguardo i Viola hanno eliminato il Liverpool; per scrivere ancora la storia dovranno eliminare il Bayern Monaco. La squadra di Van Gaal ha estromesso la Juve dalla Champions e, proprio da quel momento, ha ripreso fiducia ed è un avversario temibile. A favore dei bavaresi gioca soprattutto la maggiore esperienza in questo genere di partite e, ovviamente, il talento di giocatori come Ribery e Robben. La squadra di Prandelli, in crisi in Serie A, punta molto su questa doppia sfida e in Champions quest anno è apparsa davvero impeccabile con Gilardino e Vargas in gran spolvero. Sarà fondamentale la sfida d’andata; uscire senza sconfitta e, possibilmente, con gol potrebbe mettere la sfida di ritorno in discesa.

Bayern Monaco- Fiorentina, le formazioni.

Stoccarda – Barcellona

La sfida tra Stoccarda e Barcellona sembra segnata dall’inizio con il Barça Campione d’Europa nel ruolo del carnefice lo Stoccarda nel ruolo di vittima predestinata. Tuttavia, tutte le sfide nascondono insidie e per il Barcellona non mancano le difficoltà. Nel Barça mancheranno, tra gli altri, Daniel Alves, Yaya Tourè e Abidal e questo aumenta un pò le chances dello Stoccarda. La squadra di Guardiola deve ritrovare i gol di Zlatan Ibrahimovic, un pò in crisi ultimamente nella Liga, ma può contare su un Leo Messi in formato Pallone d’Oro e che vuole trascinare il Barcellona alla seconda finale consecuitva dopo il trionfo dello scorso anno a Roma.

Olympiacos – Bordeaux

Per l’Olympiacos è la terza partecipazione nella storia agli ottavi di finale di Champions League. Di fronte i greci trovano il Bordeaux. La squadra di Laurent Blanc è una delle rivelazioni stagionali. I francesi hanno conquistato il primo posto nel loro girone (davanti alle più blasonate Bayern e Juventus) e hanno messo in mostra un gran bel gioco. L’Olympiacos ha da poco cambiato allenatore, esonerando Zico e affidando la squadra Bandovi?. Sfida aperta dunque. Da questa partita potrebbe venire fuori un’importante outsider.

INTER – Chelsea

Insieme a Milan – Manchester, è sicuramente questa la sfida più suggestiva degli ottavi di finale. L’Inter di Mourinho affronta il Chelsea di Carlo Ancelotti alla ricerca di quel successo in Champions League che possa sbloccare la squadra in questa competizione e lanciarla verso le fasi finali della competizione. L’Inter sta dominando il campionato e Mourinho è riuscito a dare alla squadra un gioco fatto di scambi e tocchi rasoterra che è molto più adatto alle competizioni europee. Il tecnico portoghese avrà a disposizione quasi tutta la rosa e potrà effettuare le sue scelte con cura. Sicuramente in questa sfida ci si attende molto da Milito, finora implacambile in campionato e Samuel Eto’o. Nel Chelsea mancherà Ashley Cole che si è fratturato una caviglia. La squadra di Ancelotti è prima in Inghilterra e, dopo la finale, sfiorata l’anno scorso e la finale persa due anni fa, vorrebbe rompere il tabu Champions. I Blues potranno contare sulla coppia gol formata da Drogba e Anelka, parsi entrambi in ottima forma. L’andata di della partita si giocherà Mercoledì 24 Febbraio 2010 a San Siro. Le informazioni sui biglietti di Inter – Chelsea.

Inter – Chelsea, le formazioni.

CSKA Mosca – Siviglia

Il CSKA è una delle protagoniste delle ultime stagioni in campo europeo. I russi hanno vinto la Coppa UEFA tre anni fa e riescono ora a qualificarsi per gli ottavi della Champions League, alla ricerca di un passaggio del turno che sarebbe storico e darebbe lustro a tutto il movimento del calcio russo. Il Siviglia è più avvezzo degli avversari a questo genere di scenari e ha diversi giocatori di alto livello in grado di incidere sulla doppia sfida col CKSA. Gli spagnoli infatti, puntano forte sul tandem offensivo Luis Fabiano – Kanoute, dovranno forse rinunciare però all’ex genoano Konko, acciaccato. Siviglia netto favorito di questa gara, che tuttavia il CSKA proverà a far propria.

Di seguito tutte le informazioni sulla UEFA Champions League:

Serie A, ventiquattresima giornata: 0-0 tra Inter e Napoli. Vincono Roma, Milan e Juve.

February 14th, 2010 di juzdongivaphuck

Alex Del Piero in Juventus - Genoa

Serie A, ventiquattresima giornata: secondo pareggio consecutivo per l’Inter che si ferma sullo 0-0 a Napoli. Vincono e rosicchiano due punti Roma e Milan. Ritorno al successo per la Juve che prova ad uscire dalla sua crisi. Samp batte Fiorentina ed è in zona Champions.

Napoli – Inter

Allo stadio San Paolo va in scena una partita spettacolare tra l’Inter dominatrice della Serie A e un Napoli in grandissima forma. La gara è spumeggiante e fioccano le occasioni per entrambe le formazioni. Il Napoli parte forte e al decimo minuto sfiora il vantaggio con Marek Hamsik che centra in pieno la traversa con un gran destro. Poco dopo sfiora il gol anche Quagliarella che manda fuori di poco. L’Inter reagisce e trova a sua volta la traversa con un gran tiro dal limite di Sulley Muntari. Nella ripresa parte meglio l’Inter che spreca una grande occasione con Pandev che a centro area spara su De Sanctis. Occasione anche per Milito, ma il portiere Azzurro è attento. Sull’ennesimo ribaltamento di fronte, sponda area di Denis per Quagliarella che tira al volo e centra il palo con Denis che, manda fuori la respinta. La partita è vibrante, ma ne Napoli ne Inter trovano la via della rete. Finisce 0-0. Il Napoli riesce a mettere in crisi l’Inter ma non a batterla. L’Inter dal canto suo, gioca di rimessa e sfiora in un paio di occasioni la vittoria. Pareggio spettacolare e giusto. L’Inter ha ora 7 punti sulla Roma e 9 sul Milan. Napoli quarto.

Roma – Palermo

All’Olimpico la Roma di Ranieri prosegue il suo momento d’oro, inanellando l’ennesima vittoria e rispondendo alla vittoria del Milan. I giallorossi trovano l’uomo partita in Matteo Brighi che segna due gol e regala un assist. Nel primo tempo il Palermo gioca una gran partita e sfiora più volte il gol del vantaggio. Alla mezzora però, è la Roma a passare: corner di Totti che pesca Brighi che calcia al volo, deviazione di Bovo e 1-0 per la squadra di Ranieri. Nella ripresa arriva il 2-0 firmato da Baptista (subentrto a Totti) su assist di Brighi dopo che il Palermo non aveva respinto bene un pallone vagante in area. Al 62′ Brighi firma anche il 3-0 con una conclusione da fuori. La gara è virtualmente chiusa, ma c’è ancora spazio per il gol della banidera dei rosanero, firmato da Miccoli su calcio di rigore e per il definitivo 4-1 firmato da Riise, sempre più un fattore in questa Roma che è ora a sette punti di distacco dall’Inter capolista.

Milan – Udinese

Nell’anticipo del Venerdì il Milan torna alla vittoria, battendo per 3-2 l’Udinese. I rossoneri già nel primo tempo mettono al sicuro il risultato con Ronaldinho in versione assist man; il brasiliano al 7′ minuto recapita sulla testa di Huntelaar un bel cross che l’attaccante olandese trasforma nell’1-0. A fine primo tempo ancora Ronaldinho pesca con un bel lancio Pato (che rientra dall’infortunio rilevando Mancini, infortunato) che si presenta a tu per tu con Handanovic, lo supera e firma il 2-0. Nel secondo tempo l’Udinese riapre la partita con Floro Flores che segna di testa su assist di Di Natale. Il Milan non si scompone e si porta sul 3-1 ancora con Klaas Jan Huntelaar che, sugli sviluppi di un calcio di punizione, in mischia trova la rete. Nel finale Antonio Di Natale si porta a quota 17 gol in campionato segnando in contropiede e chiudendo il match sul 3-2. Il Milan può ora concentrarsi sulla sfida di Champions League con il Manchester United.

Le altre partite

La Juventus rivede la vittoria in casa contro il Genoa, dopo oltre un mese (ultima vittoria contro il Parma il 6 Gennaio). A Torino il Genoa si porta in vantaggio con Rossi, ma nel finale di primo tempo Amauri si sblocca dopo 109 giorni e trova il pari di testa. Nella ripresa Del Piero porta in vantaggio la Juve servito da un assist di tacco di Diego, ma subito dopo una papera di Buffon regala il pareggio al Genoa, ancora con Marco Rossi. Nel finale la Juve trova il gol vittoria su rigore inesistente (il fallo è fuori area) che Del Piero realizza per il definitivo 3-2.

Torna al successo anche la Lazio che batte il Parma (reti di Stendardo e ritorno al gol di Zarate). Il Cagliari ha la meglio sul Bari, vincendo per 3-1. Il Siena batte il Chievo per 1-0. Nell’anticipo del Sabato importantisisma vittoria per 2-0 della Sampdoria sulla Fiorentina. I blucerchiati con la quarta vittoria consecutiva (tutte senza Cassano) si portano al quarto posto a pari punti con il Napoli.


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