Mondiali 2010: sono state definite le date delle tre amichevoli dell'Italia in preparazione dell'attesissima Coppa del Mondo in Sud Africa.
Le partite saranno fondamentali per il Ct Marcello Lippi, per fare un test sulla condizione fisica dei suoi calciatori e per poter finalmente definire l'intera rosa dei giocatori che parteciperà ai Mondiali in Sud Africa. Come l'allenatore ha più volte dichiarato, la rosa sarà composta in gran parte dai giocatori che hanno già partecipato alle gare di qualificazione. Rimane da definire la scelta per cinque o sei elementi, che dipendererà dall'andamento del campionato, dagli infortuni, e proprio dalle prestazioni in queste partite amichevoli.
Il calendario delle partite amichevoli della Nazionale:
3 Marzo 2010: Italia – Camerun (Montecarlo)
3 Giugno 2010: Italia – Messico (Bruxelles)
5 Giugno 2010: Italia – Svizzera (Ginevra)
Si comincia quindi il 3 Marzo a Montecarlo con la sfida Italia – Camerun. Sono due i precedenti di questo incontro: nei Mondiali di Spagna del 1982 che si concluse col chiacchierato risultato finale di 1-1, e la vittoria degli azzurri con un netto 3-0 nei Mondiali di Francia 1998.
Si prosegue il 3 Giugno a Bruxelles con l'incontro tra Italia e Messico. Nella precedente partita dei Mondiali in Corea del 2002, gli azzurri avevano portato a casa un risultato finale di 1-1 con gol di Del Piero, utile per qualificazione agli ottavi di finale (dove tra l'altro, la Nazionale non brillò, venendo eliminata dalla Corea). Parte degli incassi di entrambi gli incontri sarà devoluta in beneficienza, rispettivamente a favore delle famiglie delle vittime di Nassirya e della popolazione di Haiti, così fortemente sconvolta dal disastroso terremoto del 13 gennaio 2010.
Si conclude con l'ultima delle tre partite amichevoli previste: Italia – Svizzera. La partita verrà disputata il 5 Giugno a Ginevra, solo tre giorni prima dalla partenza per Johannesburg. La scelta della Svizzera non può ritenersi casaule. Oltre che per ragioni di vicinanza territoriale per evitare inutili affaticamenti alla squadra, molto propabilmente ci sono anche delle motivazioni puramente scaramantiche. L'incontro tra Italia e Svizzera venne disputato infatti, come ultima partita amichevole pre Mondiale della Nazionale, sia in occasione dei Mondiali di Spagna del 1982 che dei Mondiali di Germania del 2006. Entrambi gli incontri finirono con lo stesso risultato di 1-1 con gol per gli Azzurri, rispettivamente, di Cabrini e Alberto Gilardino.
La speranza di tutti i tifosi italiani è, naturalmente, che questo sia di buon auspicio in vista dei Mondiali in Sud Africa.
Calciomercato: ieri sera alle 19.00 circa, si è chiusa la sessione invernale di calciomercato per la Serie A 2009/2010. Tanti i colpi di mercato dell’ultimo giorno con acquisti e cessioni anche da parte delle big del campionato.
I colpi più importanti del 1 Febbraio li hanno messi a segno soprattutto Inter, Milan e Lazio.
L’Inter ha definitvamente abbandonato la pista Ledesma, dopo un estenuante e poco proficua trattativa, per assicurarsi dal Parma il centrocampista Mariga che arriva in comproprietà per circa 3 milioni di Euro. Il giovane centrocampista passa alla corte di Mourinho per chiudere il buco lasciato da Vieira, ma avrà la chance di gocarsi un futuro importante nelle fila dell’Inter. Il Parma prende in prestito dall’Inter Jimenez, che arriva dal prestito al West Ham.
Il Milan invece, dopo diversi anni, chiude un affare proprio con l’Inter prelevando dai nerazzurri Amantino Mancini che arriva in prestito poichè senza spazio ai nerazzurri. Al Milan Leonardo vuole rigenerare Mancini e fare di lui la degna alternativa sulle fasce a Ronaldinho e Beckam.
La Lazio del presidente Lotito, come detto, rinuncia a cedere Ledesma, ma acquista in extremis tre giocatori: André Dias del San Paolo, Hitzlsperger dallo Stoccarda e l’isreaeliano Golasa del Maccabi Haifa.
Gli affari di calciomercato conclusi dalle squadre di Serie A:
ATALANTA
Acquisti: Capelli d (Reggina) fine prestito, Chevanton a (Siviglia) prestito, P.Zanetti c (Torino) prestito, Amoruso a (Parma), Volpi c (Reggina), Toivomaki d (Lahti)
Cessioni: Layun c (America) prestito, Marconi a (Lecco), Mauri c (Pro Belvedere Vercelli), Acquafresca a (Genoa)
BARI
Acquisti: Castillo a (Fiorentina), Sestu c (Vicenza)
Cessioni: Spadavecchia p (Andria)
Rajcic c (Taranto) prestito, Edusei c (Albinoleffe), Yago c (Juventus)
BOLOGNA
Acquisti: Appiah c (Bologna) svincolato, 0 mln, Buscè c (Reggina), Savio c (Fiorentina) prestito, Modesto c (Genoa) prestito
Succi a (Palermo) prestito, Pisanu a (Parma) comproprietà
Cessioni: Osvaldo a (Espanyol) prestito, Gia. Tedesco c (Reggina), Vigiani c (Reggina), Mudingayi c (Siena), Valiani c (Parma) comproprietà, Bombardini c (Albinoleffe)
CAGLIARI
Acquisti: Ariaudo d (Juventus) prestito
Nainggolan c (Piacenza) prestito, Agazzi p (Triestina)
Cessioni: Sivakov c (Piacenza) prestito
CATANIA
Acquisti: Maxi Lopez a (Gremio), Pavone a (Betis Siviglia)
Cessioni: Stovini d (Empoli) svincolato, Pesce c (Ascoli) prestito, Dica c (Cluj)
CHIEVO
Acquisti: Cortese a (Nissa), Jokic d (Sochaux), Bianchi c (Piacenza), Pinales a (Colo Colo)
Cessioni: G. Colucci c (Cesena) svincolato, Gasparetto a (Padova), Moracci d (Alessandria), Malagò d (Siena) prestito, Gasparetto a (Padova)
FIORENTINA
Acquisti: Felipe d (Udinese) 9 mln, Hable d (Banik) fp, Ljajic c (Partizan) Bolatti c (Huracan) 5 mln, Seferovic c (Grasshoppers), Keirrison a(Benfica) prestito
Cessioni: Savio c (Bologna) prestito, Castillo a (Fiorentina), Dainelli d (Genoa) 2.5 mln, Jorgensen c (Agf Aarhus)
GENOA
Acquisti: Suazo a (Inter) prestito, Dainelli d (Fiorentina) 2.5 mln, Alexis a (Vojvodina), Frison p (Vicenza), Acquafresca a (Genoa), Gucher c (Frosinone)
Cessioni: Raggio Garibaldi c (Sorrento) prestito, Floccari a (Lazio) prestito oneroso, Russo p (Vicenza), Figueroa a (Rosario Central), Modesto c (Bologna), A.Esposito d (Livorno), Crespo a (Parma), Biava d (Lazio)
INTER
Acquisti: Pandev a (Lazio) svincolato 0 mln, Mariga c (Inter) 3 mln
Cessioni: Suazo a (Genoa) prestito
Vieira c (City) prestito, Mancini c (Milan) prestito
JUVENTUS
Acquisti: Fischnaller a (Alto Adige), Paolucci a (Siena) prestito 300mila, Candreva c (Livorno), Yago c (Bari)
Cessioni: Ariaudo d (Cagliari) prestito, Molinaro d (Stoccarda) prestito
Tiago c (Atletico) prestito, Pasquato a (Triestina)
LAZIO
Acquisti: Barreto a (Danubio) 3 mln, Floccari a (Genoa) prestito
Biava d (Genoa), André Dias d (San Paolo), Hitzlsperger c (Stoccarda), Golasa a (Maccabi Haifa)
Cessioni: Pandev a (Inter)svincolato, Cribari d (Siena) prestito, Eliseu c (Saragozza) prestito, Perpetuini c (Crotone) prestito
LIVORNO
Acquisti: Bernardini d (Varese) comproprietà, A.Esposito d (Genoa) prestito
Bellucci a (Sampdoria), Prutsch c (Rheindorf)
Di Gennaro a (Milan),
Rubinho p (Palermo)
Cessioni: Dionisi a(Salernitana), Candreva c (Juventus), Cellerino a (Celta Vigo) , Benussi p (Palermo)
MILAN
Acquisti: Beckham c (LA Galaxy) prestito, Adiyiah a (Fredrikstad) 1.3 mln, Hottor c (Triestina) comproprietà, Mancini c (Inter) prestito
Cessioni: Storari p (Sampdoria) prestito
Di Gennaro a (Livorno)
Digao d (Crotone)
NAPOLI
Acquisti: Dossena d (Liverpool) 5 mln
Contini d (Saragozza)
Cessioni: Inacio Pià a (Torino) prestito, Datolo c (Olympiacos)
PALERMO
Acquisti: Benussi p (Livorno) , Calderoni d (Piacenza)
Cessioni: Rubinho p (Livorno)
Melinte d (Piacenza)
PARMA
Acquisti: Baccolo c (Padova), Feltscher d (Grasshoppers), Crespo a (Genoa), Valiani c (Bologna) comproprietà
Cessioni: Cordova c (Brescia), Budel c (Brescia), Vantaggiato a (Padova), Amoruso a (Atalanta), Pisanu a (Bologna) comproprietà, Mariga c (Inter) 3 milioni
ROMA
Acquisti: Toni a (Bayern Monaco) prestito
Cessioni: Leandro Greco c (Piacenza) prestito, Antunes c (Leixoes) prestito, Bertolacci c (Lecce) prestito, Guberti c (Sampdoria) prestito, M.Esposito a (Grosseto)
Okaka a (Fulham), Pit c ( Triestina)
SAMPDORIA
Acquisti: Guberti c (Roma) prestito, Cassano p (Reggina), Storari p (Sampdoria) prestito, Elsneg a (Frosinone), Scepovic c (Ofk Belgrado)
Cessioni: Foti a (Piacenza),
Stankevicius d (Siviglia), Fiorillo p (Reggina), Bellucci a (Livorno)
SIENA
Acquisti: Cribari d (Lazio) prestito, Malagò d (Chievo) prestito, Mudingayi c (Bologna), Pratali d (Torino), Tziolis c (Panathinaikos)
Cessioni: Guadalupi c (Viareggio), Paolucci a (Juventus) prestito 300mila, Garofalo d (Torino)
UDINESE
Acquisti: Badu c (Asante Kotoko), Mensah d (Free State Stars), Landgren c (Helsingborgs)
Morosini c(Reggina), Alex Geijko a (Racing Santander)
Cessioni: Felipe d (Fiorentina) 9 mln
Kitoko c (Granada)
Serie A, ventiduesima giornata: l’Inter capolista non gioca a causa della neve a Parma. Il Milan non va oltre il pari in casa con il Livorno. Ne approfitta la Roma che batte il Siena e si porta a pari punti con il Milan. Pari per il Napoli e per la Juve targata Zaccheroni.
Milan – Livorno: a San Siro il Milan, reduce da due sconfitte consecutive in campionato e Coppa Italia, non va oltre il pari con il Livorno. Nel primo tempo i rossoneri trovano un palo con Ronaldinho e, nel finale, il gol dell’1-0 con Ambrosini servito da un uscita errata di Benussi. Nel secondo tempo il Livorno trova subito il pari, con Lucarelli che batte Abbiati da due passi. Il Milan attacca a spron battutto, ma ne Ronaldinho ne gli altri rossoneri riescono a superare la difesa amaranto ben disposta da Cosmi. Finisce 1-1 con il Milan che perde due punti dalla Roma.
Roma – Siena: allo stadio Olimpico, Claudio Ranieri, presenta una Roma senza tutti gli attaccanti titolari. Spazio ad Okaka, che sarà decisivo. I giallorossi nel primo tempo si portano in vantagigo grazie ad un bellissimo gol di John Riise che concede il bis dopo il gol vittoria con la Juve. Il norvegese firma il gol con un gran sinistro dal limite al volo che non lascia scampo a Curci. Il Siena non si scompone e trova il pareggio con Vergassola che firma l’1-1 in tap-in su una respinta corta di Julio Sergio su tiro di Jajalo. Nella ripresa la Roma ci prova, ma non trova la via della porta, almeno fino a cinque minuti dalla fine quando Stefano Okaka si inventa un gol fantastico, deviando un cross di Pit dalla sinistra con un colpo di tacco che vale il 2-1 e i tre punti d’oro per la Roma che si porta a quota 41 punti.
Napoli – Genoa: nell’anticipo tra le due squadre amiche, finisce 0-0. Il Napoli fa la partita e dimostra ancora una volta di essere in grande forma. Gli azzurri di Mazzarri però, non riescono a trovare la via della rete. Il Genoa tiene comunque bene il campo ma non riesce ad innescare David Suazo. Finisce 0-0 con qualche rammarico per i partenopei che, comunque, tengono saldamente, il quarto posto in classifica che vuol dire preliminari di Champions League.
La Juventus pareggia per 1-1 con la Lazio. Avanti i bianconeri con un rigore (inesistente) con Del Piero, pareggia Mauri. La Juve di Zaccheroni gioca meglio delle ultime uscite dei bianconeri di Ferrara, ma non va oltre il pari. Nelle altre gare, pari tra Cagliari e Fiorentina. La Sampdoria, senza Cassano, batte l’Atalanta per 2-0. Pari tra Chievo e Bologna.
Premier League, ventiquattresima giornata: il difensore dei “blues” e capitano della nazionale Inglese segna il gol della vittoria sul Burnley per 2-1. Manchester e Arsenal si giocano domani il secondo posto.
Chelsea – Burnley 2-1: si pensava che lo scandalo di questi giorni, ovvero del tradimento di Terry nei confronti della moglie, avesse portato dei problemi al capitano della nazionale inglese. Invece la risposta è stata immediata. John Terry è riuscito all’82mo a segnare il gol della vittoria del Chelsea nei confronti del Burnley. Il difensore ha sfruttato un cross dalla bandierina di Malouda per segnare un bel gol di testa.
E’ stata comunque una partita molto combattuta, con il Burnely costretto a inseguire immediatamente i Blues andati a segno con Nicolas Anelka. Dopo il pareggio Steven Fletcher la beffa del capitano che scaccia così tutti i pettegolezzi. Ora il Chelsea ha 4 punti di vantaggio sul Manchester United e 5 sull’Arsenal.
Liverpool – Bolton 2-0: Il Liverpool di Rafa Benitez non molla le zone alte della classifica vincendo ad Anfield per 2-0 sul Bolton. I goal sono stati realizzati da Kuyt e da un’autorete di Davies. Protagonista negativo della partita Alberto Aquilani, sul quale è stato rivendicato un rigore dal Bolton per un presunto tocco di mano in area. Il giocatore italiano è stato sostituito al 65 da Lucas che ha dato la giusta spinta offensiva (sicuramente ciò che manca in un Liverpool senza Fernando Torres) per chiudere il risultato.
A fine partita Benitez si è dichiarato soddisfatto per il buon momento che la squadra sta vivendo (6 vittorie consecutive). L’allenatore rassicura dirigenza e fan sulla conquista della qualificazione per la Champions League per la prossima stagione, sebbene sembri che le insistenti voci di mercato sul suo trasferimento alla Juventus dalla prossima stagione siano una buona scusa per chiedere un aumento di stipendio.
I risultati della 24ma giornata di Premier League:
Liverpool – Bolton 2 – 0
Wigan – Everton 0 – 1
Birmingham – Tottenham 1 – 1
Fulham – Aston Villa 0 – 2
West Ham – Blackburn 0 – 0
Hull City – Wolverhampton 2 – 2
Burnley – Chelsea 1 – 2
Le partite di Domenica 31 Gennaio:
Manchester City – Portsmouth Arsenal – Manchester United
Mondiali di calcio Svezia 1958: dopo la scoppiettante finale del 1954, con la vittoria inaspettata della Germania sulla fortissima squadra ungherese, giungiamo alla sesta edizione del campionato mondiale di calcio nel 1958, in Svezia.
L’organizzazione e la scelta della Svezia
Quattro anni prima, a Berna, la FIFA decide di affidare l’organizzazione dell’evento mondiale al paese scandinavo, soprattutto per motivazoni di natura politica. La Svezia, in un clima mondiale di Guerra Fredda, si presenta neutrale e con le risorse organizzative e finanziare necessarie per affrontare una sfida di tal tipo.
La diffusione della TV e la crescente passione calcistica che ne consegue, rendono il mondiale del ‘58 fortemente popolare e atteso dai milioni di tifosi in tutto il mondo.
Le squadre partecipanti: non c’è la Nazionale
L’incremento del numero delle squadre che ambivano a partecipare al torneo resero necessario, anche per questa edizione , una lunga fase di qualificazione che definì le 16 squadre partecipanti alla fase finale:
Argentina
Austria
Brasile
Cecoslovacchia
Francia
Galles
Germania Ovest
Inghilterra
Irlanda del Nord
Jugoslavia
Messico
Paraguay
Scozia
Svezia
Ungheria
URSS
Come si può notare, il Mondiale del ‘58 è caratterizzato da assenze importanti. Per quel che ci riguarda più da vicino, l’assenza più pesante è sicuramente quella dell’Italia.
La Nazionale infatti, per la prima volta nella storia dei Mondiali di calcio, non riesce a qualificarsi per la fase finale. E’, sin ora, il momento più buio della compagine azzurra, che viene fermata dall’Irlanda del Nord, durante le qualificazioni, col risultato finale di 2-1. Nella nostra penisola arrivano fior di campioni esteri, ma anche atleti di basso spessore che ostacolano i talenti nostrani. Dal punto di vista tattico viene esasperato il catenaccio, con il risultato di sconvolgere le abilità dei difensori.
Si qualifica invece l’Argentina che , seppur diponendo in assoluto di giocatori di elevato livello tecnico, è costretta a partecipare con una compagine poco competitiva a causa di una regola interna che prevede il divieto, per i giocatori tesserati con squadre straniere, di far parte della squadra del paese sudmaericano. Per la prima volta partecipano l’URSS e il Galles che, con Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra, va a completare il lotto delle squadre britanniche.
Per la fase successiva, abbandonato il metodo delle “teste di serie” dell’edizione precedente, la composizione dei gironi venne realizzata su criteri geografici.
Le 16 squadre qualificate alla fase finale, infatti, venerro suddivise nelle seguenti 4 Fasce:
Fascia 1: Europa Centrale e Settentrionale (Austria, Francia, Germania Federale, Svezia)
Fascia 2: America (Argentina, Brasile, Messico, Paraguay)
Fascia 3: Regno Unito (Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia)
Fascia 4: Europa dell’Est (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Ungheria, URSS)
Ogni girone ospitava una squadra appartenente a ciascuna fascia.
La fase dei gironi interruppe il cammino di squadre importanti come l’Inghilterra, l’Argentina e la protagonista indiscussa dell’edizione precedente: l’Ungheria. La squadra era inevitabilemte turbata dai problemi socio politici del proprio paese, che sfociarono nella Rivoluzione del 1956 a Budapest.
Garrincha, Didì, Vavà e Pelè: il fortissimo Brasile
Differente fu la sorte del Brasile.
La Seleçao infatti, con non poche difficoltà, si qualificò alla fase successiva dei quarti di finale con una squadra ben differente dalla protagonista della disfatta del Maracanà. Oltre a individualità di elevato spessore tecnico, il Brasile vantava un gioco di squadra attento ad applicare la prudenza tattica, predicata dall’allenatore Vicente Feola.
Il mondiale del ‘58 ha l’onore di assistere all’esordio di uno dei giocatori più forti di tutti i tempi: Pelè.
Noto all’anagrafe come Edson Arantes do Nascimiento, Pelè nacque nel 1940 a Tres Coracoes, da una famiglia umile; già da giovanissimo presentava le caratteristiche per diventare uno dei campioni più forti di sempre.
Caratterizzato da un dribbling ubriacante e da un tiro formidabile per precisione e potenza Pelè, seppur di non alta statura, era dotato di una elevazione tale da renderlo letale anche con i colpi di testa. Era perfettamente ambidestro ed eccelleva in quanto a doti acrobatiche. Da grande campione, era capace di organizzare la squadra in campo e leggere l’evolversi della partita, doti che gli consentirono di vincere nel 2000, assieme a Maradona, il riconoscimento di Giocatore del Secolo.
Venne ingaggiato dal Santos all’età di soli 15 anni, Waldemar de Brito (dirigente del Santos) aveva giustamente fiutato il suo enorme talento.
Pelè non aveva ancora diciott’anni quando venne scelto per far parte della spedizione in Svezia. L’allenatore brasiliano lo preservò nelle prime partite del torneo perché reduce da un infortunio alla caviglia, e lo fece esordire solo nell’ultima partita dei gironi, contro l’URSS. La scelta di inserire il giovanissimo Pelè nella squadra, al posto di Josè Altafini, fun tutt’altro che semplice per Feola.
I tifosi brasiliani privilegiavano in campo giocatori con maggiore esperienza che, nel segno della tradizione del “fútbol bailado”, presentassero una maggiore spregiudicatezza e forza fisica, con doti quasi da giocoliere. L’andamento del mondiale e le incantevoli azioni di gioco di Pelè diedero ragione all’allenatore su tutti i fronti.
Le prodezze del giovanissimo giocatore non si fanno attendere; nei quarti di finale il ragazzo che sarebbe poi diventato per tutti “O Rey“, segna il gol decisivo contro il Galles. Fu strepitosa la sua tripletta contro la Francia in semifinale, che vide la vittoria dei verdeoro per 5 reti a 2.
Era la Francia del fortissimo Just Fontaine, che propio nel mondiale del ‘58, con ben 13 reti, conquista il record, ancora inbattuto, di gol segnati da un solo giocatore nella fase finale della Coppa del Mondo. Veloce, imprendibile tra le maglie delle difese avversarie, Fontaine si afferma nella prima metà degli anni Cinquanta nel Nizza e dopo nello Stade Reims, la squadra francese più forte del momento.
Non si può non menzionare un altro grande talento di questi Mondiali: il brasiliano Garrincha. Il giocatore naque con diversi difetti fisici congeniti: un leggero strabismo, la spina dorsale deformata, il bacino slogato e la gamba sinistra più corta rispetto all’altra di sei centimetri. A causa di questa malformazione molti medici gli sconsogliarono di proseguire la sua carriera calcistica, ma molti ritengono che fosse propio il suo difetto fisico a rendere i suoi movimenti imprevedibili, rendendo il suo dribbling incontrastabile.
Garrincha, Didì, Vavà e Pelè… i nomi di questi Campioni del Brasile divennero quasi una filastrocca magica, capace di incantare anche le difese avversarie con azioni di prima e gol spettacolari.
La finalissima Brasile – Svezia
Il 29 Giugno del 1958 è il giorno della finalissima : Brasile -Svezia.
I padroni di casa avevano battuto nelle due partite ad eliminazione diretta, l’URSS e la Germania, rispettivamente con i risultati di 2-0 e 3-1. La squadra brasiliana era la favorita al titolo, la Svezia si dichiarava già onorata del risultato inaspettato raggiunto. E la finale fu lo specchio di tale realtà.
Nonostante i due gol dalla Svezia al 4′ e 80′ minuto, siglati rispettivamente dal grande Nils Liedholm (” Il Barone“, prima giocatore e poi acutuissimo allenatore del Milan; è ricordato dal popolo rossonero, oltre che per i successi, perchè assieme ai suoi due compagni di nazionale Gunnar Nordahl e Gunnar Gren, formava il tridente “Gre-No-Li”) e Simonsson; la partita è un tripudio verdeoro. Il Brasile mette in rete ben 5 gol: uno segnato da Zagalo a cui si affiancano le doppiette di Vavà e dell’immancabile Pelè.
Il Brasile viene coronato per la prima volta Campione del mondo.
Per la vittoria i radiocronisti brasiliani sembravano impazziti, il lungo urlo del «goooooool» sembrava un ululato senza fine. Già durante la partita, nelle grandi metropoli brasiliane, nei piccoli villaggi dell’interno, si scatenò una festa irresistibile e forse senza eguali. Dopo otto anni dalla terribile tragedia del Maracanà, i tifosi potevano finalmente gioire per il risultato raggiunto, così lungamente atteso.
Le foto dei Mondiali 1958
Video della finale del Mondiale 1958
La storia di tutte le edizioni dei Mondiali di calcio:
Juventus: la notizia è ufficiale, Ciro Ferrara è stato esonerato dal ruolo di tecnico bianconero.
Il nuovo allenatore della Juventus è Alberto Zaccheroni.
Da molto tempo si sapeva che il destino di Ferrara sulla panchina bianconera era segnato. Dopo la sconfitta contro l’Inter in Coppa Italia di ieri sera però, la dirigenza juventina ha deciso di accelerare i tempi per il cambio di allenatore. Il nuovo allenatore bianconerò sarà quindi Alberto Zaccheroni.
Zaccheroni, già allenatore di Udinese, Milan, Inter, Lazio e Torino, torna ufficialmente ad allenare dopo una pausa dall’ultimo incarico di circa tre anni. Il tecnico cesenate dirigerà al centro sportivo di Vinovo, l’allenamento pomeridiano della Juve alle ore 15.00 dove conoscerà la squadra per poi preparare la delicata sfida di Serie A contro la Lazio in programma solo due giorni dopo l’insediamento del nuovo allenatore.
Stando alle voci il ruolo di Zaccheroni dovrebbe essere quello di traghettare avendo firmato un contratto fino al prossimo Giugno 2010, quando la Juve deciderà se inseriere Lippi nella dirigenza e puntare su un allenatore emergente o se, come sembra più probabile, ingaggiare Rafa Benitez che, con tutta probabilità si libererà dal Liverpool e sembra già avere un pre-accordo con la Juventus.
Intanto, Ferrara saluta. Ad Alberto Zaccheroni, il difficile compito di curare la crisi della Juve e portare la squadra all’obiettivo minimo della qualificazione in Champions League.
Il comunicato ufficiale della Juventus:
Da oggi, la Juventus ha un nuovo allenatore: Alberto Zaccheroni. Attraverso un comunicato, la società bianconera ha annunciato di aver sollevato dall’incarico Ciro Ferrara e di aver nominato il tecnico romagnolo che ha firmato un contratto fino a giugno 2010.
Zaccheroni prenderà subito in mano la squadra e dirigerà il primo allenamento a Vinovo a partire dalle ore 15 e, al termine (ore 17), verrà presentato ufficialmente alla stampa.
Coppa Italia, quarti di finale: l’Inter batte 2-1 la Juventus a San Siro e guadagna l’accesso alle semifnali di TIM Cup con un gol decisivo all’89′ minuto di Mario Balotelli.
Inter – Juventus: a San Siro, Mourinho rilancia Balotelli da titolare con Pandev al suo fianco e Sneijder a rifinire. Ferrara si copre con un 4-4-1-1 con Diego attaccante affianco ad Amauri. Parte bene la Juve che dopo 10 minuti passa in vantaggio con Diego, che segna con un tiro da fuori sul quale Toldo non è pronto e si lascia sfuggire la palla. Con fortuna è 1-0 Juve. L’Inter ci mette poco a reagire sfruttando soprattutto gli ispirati Sneijder e Pandev. I nerazzurri hanno sbattuto più volte contro il muro alzato dalla difesa della Juve. Nel finale di primo tempo l’Inter reclama un rigore (giusto) per fallo di mano in area di Felipe Melo, non visto. Nella ripresa Mourinho manda in campo Diego Milito e l’Inter continua ad alzare la pressione. Nonostante questo il gol del pareggio nerazzurro arriva solo su calcio piazzato. Solita punizione di Wesley Snejider (migliore in campo) deviata dalla barriera sulla quale si avventa Lucio che tocca in rete. La Juve prova a difendersi e ripartire, colleziona un paio di potenziali occasioni ma poco più. Sembra ci si avii ai supplementari quando, a un minuto dal termine, Thiago Motta lascia partire un gran sinistro dal limite, Buffon respinge ma Balotelli è veloce ad avventarsi e segnare il gol vittoria in tap-in. San Siro esplode e l’Inter vola in semifinale.
Per la Juventus, eliminata e ormai reduce da un ciclo lungo di sconfitte, rimane da definire il nodo allenatore con Ciro Ferrara che sembra destinato ad abbandonare il suo posto nelle prossime ore o nei prossimi giorni.