Serie A, ventunesima giornata: a San Siro va in scena il big match di giornata, l’attesissimo derby tra Inter e Milan che potrebbe dare una svolta chiave al campionato.
Il derby della Madonnina, per la prima volta da un pò di anni a questa parte, torna ad avere il sapore di una sfida decisiva per lo Scudetto 2009/2010. In entrambe le squadre ci sono però alcuni problemi di formazione.
Mister Mourinho dovrà rinunciare ad Eto’o impegnato in Coppa d’Africa oltre agli infortunati Stankovic, Motta e Chivu. Wesley Sneijder è febbricitante, ma Mou conta di recuperarlo per la partita.
Anche sponda Milan Leonardo ha qualche dubbio di formazione. Sicuramente Pato non sarà del match. Poche possibilità di vedere anche Nesta titolare. Il difensore è sulla via del recupera ma non è detto possa giocare. Se non ce la farà sarà sostituito da Favalli. In avanti tridente Beckham, Ronaldinho, Borriello.
Serie A, ventunesima giornata: questa sera allo stadio Olimpico di Torino si affrontano Juventus e Roma in un anticipo fondamentale per entrambe le squadre.
A Torino, Juventus e Roma si affrontano per una sfida importante per la zona Champions League. Le squadre sono rispettivamente terza e quarte e lottano proprio per contendersi il terzo posto. Ranieri, l’anno scorso sulla panchina della Juventus, ha risollevato le sorti dei giallorossi sorpassando i bianconeri in classifica. L’allenatore romano ritrova Francesco Totti ma non è detto che il numero 10 parta titolare. Favoriti Toni e Vucinic. Più remota la possibilità del tridente.
In casa Juve, Ciro Ferrara deve far fronte ancora all’emergenza. Felipe Melo sarà squalificato. A centrocampo rombo con Marchisio, Sissoko appena rientrato dalla Coppa d’africa, Diego e il neo acquisto Candreva che giocherà da interno. Davanti Del Piero e Amauri. In difesa ballottaggio tra Cannavaro e Legrottaglie.
Calciomercato Juventus: è ufficiale il passaggio del centrocampista dell’Udinese Antonio Candreva, dal Livorno, squadra in cui militava attualmente ai bianconeri, in prestito fino a fine stagione.
La notizia del trasferimento era nell’aria ma ora è ufficiale, Antonio Candreva, 23 anni il prossimo Febbraio, è il nuovo uomo del centrocampo della Juventus. La società bianconera, ha prelevato Candreva dall’Udinese, società che detiene il cartellino del giocatore, con la formula del prestito con diritto di riscatto a fine stagione per una cifra stabilita a 7 milioni di Euro per la metà del cartellino. Candreva, come noto era nelle fila del Livorno; per chiudere la trattativa Bettega e Secco verseranno agli amaranto una cifra pari a circa 500mila Euro per chiudere il prestito.
Candreva si è già detto felicissimo ovviamente e, in mattinata, svolgerà il primo allenamento allo Juventus Center di Vinovo agli ordini di Ciro Ferrara che, con ogni probabilità, lo schiererà sin da subito nell’impegno di Sabato di Serie A contro la Roma, vista l’emergenza infortuni che affronta la società piemontese.
Il comunicato ufficiale della Juve:
La Juventus e l’Udinese hanno raggiunto l’accordo per il passaggio di Antonio Candreva in bianconero fino a fine stagione, con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino. Il contratto verrà depositato in Lega nella mattinata di giovedì. Il centrocampista sarà aggregato alla squadra fin dal prossimo allenamento, in programma giovedì pomeriggio alle 15.
Mondiali di calcio Brasile 1950: la quarta edizione del Campionato Mondiale di calcio si giocò dal 23 Giugno al 16 Luglio 1950.
Il dopo guerra e l’organizazione
Sono passati ben dodici anni dalla precedente edizione in Francia; il secondo conflitto mondiale aveva impedito il regolare svolgimento della manifestazione nei due quadrienni precedenti.
Per tutti questi anni il trofeo, vinto nell’ultima edizione del 1938 dall’Italia, venne custodito gelosamente da Ottorino Barassi, allora presidente della Federcalcio e vicepresidente della FIFA.
La Seconda Guerra Mondiale, con le atrocità compiute e le sue innumerevoli vittime , aveva segnato, in modo indelebile, l’economia e l’equilibrio sociopolitico mondiale: interi Paesi da ricostruire e un’economia da rimettere in sesto. Il calcio, nonostante i problemi, si diffonde sempre più a livello globale, anche per esorcizzare e dimenticare il dramma appena accaduto.
In questo panorama , si decise di affidare l’organizzazione del Mondiale del 1950 all’unica Nazione candidata ad ospitare l’evento: il Brasile. La candidatura venne accettata positivamente anche perché, dopo due mondiali consecutivi – rispettivamente del 1934 e 1938 – disputati nel vecchio continente, era doveroso rispettare il principio di alternanza tra Europa e America, al fine di evitare ulteriori polemiche.
Le squadre partecipanti
Dopo una fase di qualificazione, come nelle due edizioni precendenti, le squadre che parteciparono alla fase finale furono:
Uruguay
Brasile
Italia
Inghilterra
Svezia
Spagna
Stati Uniti
Cile
Jugoslavia
Paraguay
Messico
Svizzera
Bolivia
Come si può notare, solo 13 Paesi presero parte al Mondiale, numero dispari e poco consono ai tornei ad eliminazione. Più dei risultati dei gironi di qualificazione preliminare infatti, furono le condizioni economiche e politiche dei Paesi usciti dalla guerra a determinare la schiera dei contendenti.
Molti paesi europei dovettero dare forfait perchè non pronti economicamente a sostenere le spese necessarie per partecipare all’evento e la relativa trasferta transoceanica, mentre la Germania e il Giappone non furono invitate in quanto ritenute nazioni maggiormente responsabili del conflitto mondiale.
Sicuramente interessante invece, è la partecipazione, per la prima volta nella storia, delle squadre britanniche, che consapevoli del successo sempre più globale della manifestazione, decidono di porre fine alla propria “battaglia morale” contro la FIFA. Il tradizionale British Home Championship (competizione che vedeva affrontarsi le nazionali del Regno Unito) degli anni 1949-’50 servì loro da girone di qualificazione ai Mondiali. Come riportano gli annali, vinse l’Inghiliterra. La Scozia, classificatasi seconda, avrebbe avuto pari diritto a disputare il torneo, ma gli scozzesi, per questione di orgoglio, avevano dichiarato preventivamente che avrebbero preso parte al Mondiale solo se qualificati come primi del proprio girone e quindi tennero fede alla propria parola, declinando l’invito.
Anche l’India e la Turchia, seppur qualificate, non parteciparono alla fase finale.
La prima venne squalificata pochi giorni prima dell’inizio del mondiale, in quanto non venne accettata dalla Federazione la singolare richiesta dei giocatori indiani di giocare a piedi nudi, mentre la Turchia decise volontariamente di non prendere parte alla manifestazione.
Il (breve) cammino dell’Italia
Il Brasile e l’Italia erano di diritto ammesse alla fase finale, in quanto rispettivamente Paese ospitante e squadra Campione del Mondo in carica.
La Nazionale rischiò di non prendere parte all’evento fino a pochi giorni prima per via delle condizioni economiche in cui versava il Bel Paese e perchè, solo l’anno precendete, a causa della terribile tragedia aerea di Superga, in cui persero la vita i calciatori del grande Torino dell’epoca, la squadra azzurra aveva perso ben nove dei suoi undici titolari.
La strage di Superga poi, creò una sorta di psicosi nella Nazionale; i giocatori avrebbero partecipato all’evento infatti, solo con una trasferta via mare.
La FIFA pagò alla delegazione azzurra tutte le spese necessarie per la trasferta. Il viaggio durò ben due settimane, i giocatori si prentarono alla competizione stanchi e decisamente non nella forma migliore. Nonostante la preparazione atletica sul ponte, si racconta che solo dopo qualche giorno tutti i palloni finironi in mare, non consentendo agli Azzurri di tenersi in forma.L’Italia infatti, non superò neppure la fase dei gironi. La sconfitta contro la Svezia per 3-2 in un girone a 3 squadre, fu determinate per decretare il ritiro della nazionale campione in carica.
Neanche l’Inghilterra riuscì nell’intento di qualificarsi a causa della sconfitta contro gli Stati Uniti; lil giorno dopo i cittadini inglesi credettero che era solo un errore di stampa dei giornali locali e tutt’oggi quel risultato viene ricordato come uno dei momenti più bui dello sport inglese.
Per la prima volta nella storia dei Mondiali , secondo il regolamento, le squadre prime classificate dei gironi di appartenenza avrebbero partecipato ad un ulteriore girone: non erano previste quindi partite ad eliminazione diretta, ne tanto meno una finalissima. La squadra vincitrice di questo secondo girone, sarebbe stata incoronata con il titolo di Campione del Mondo.
Il Brasile, Paese ospitante, si qualificò assieme ad Uruguay, Svezia e Spagna per il secondo girone.
Il pronostico a favore del Brasile
Il 16 Luglio 1950 si giocò la partita forse più memorabile della storia del mondiali di calcio: Brasile – Uruguay, rispettivamente prima e seconda del girone. Seppur non era sulla carta una finalissima a tutti gli effetti, la partita era determinate per la vittoria del titolo. Al Brasile, vittorioso contro la Svezia e la Spagna con due risultati netti, rispettivamente 7-1 e 6-1, bastava un pareggio per raggiundere la vetta del Mondo. L’Uruguay, infatti, aveva ottenuto nel girone finale una vittoria contro la Svezia per 3-2 ed un pareggio contro la Spagna con il risultato finale di 2-2.
Il Brasile, ovviamente, era in assoluto la favorita al titolo, il suo percorso ai Mondiali del ‘50 era ineguagliabile e la forza della squadra con il calore della tifoseria era il binomio perfetto per una vittoria certa per tutti.
La squadra e l’intero popolo brasiliano vissero la giornata della partitissima con grande fremito, per tutti mancavano solo poche ore per la vittoria del titolo.
Per le vie del Paese si incontravano ovunque caroselli di tifosi festanti e, nelle strade di Rio de Janeiro, già nelle prime ore del mattino, fu improvvisata un sfilata degna del più festoso carnevale brasiliano. Contemporaneamente, già dall’alba, decine di migliaia di persone presero d’assalto i botteghini dello stadio Maracanã per acquistare un biglietto. Da diverse ore prima della partita, in programma per le ore 15.00, si registrava il tutto esaurito. Lo stadio era gremito di tifosi in festa e i preparativi per festeggiare al meglio la grande vittoria erano ormai terminati. Ancor prima del risultato finale, la federcalcio brasiliana aveva fatto stampare migliaia di cartoline commemorative e aveva fatto coniare 22 medaglie d’oro per ringraziare i suoi calciatori.
Finale Brasile – Uruguay: il silenzio più grande della storia del calcio
Il primo tempo vide netta supremazia in campo del Brasile, ma l’Uruguay riuscì a mantenere il pareggio. Al secondo minuto del secondo tempo i bianchi del Brasile, riescono a sbloccare il risultato con gol di Friaça, che manda lo stadio in tripudio.
L’Uruguay però non si scompone, proseguendo con ill suo gioco ordinato, illuminato dalla regia del grande Schiaffino. Al 66’, dopo una lunga progressione sulla fascia, Ghiggia saltò il brasiliano Bigode e servì proprio “el Pepe” Schiaffino, che insaccò alle spalle di Barbosa. Per quanto il pareggio premiasse ancora i brasiliani, la rete uruguaiana fu come una doccia gelata per la Seleçao che, sostanzialmente, smise di giocare. Poco dopo, al 79′ , a soli unidici munuti al termine dell’incontro, accadde l’imprevedibile: Ghiggia segna la seconda rete per l’Uruguay, portando la Celeste in vantaggio. In quel momento scoppiò “il silenzio più grande della storia del calcio”, un silenzio profondo, quasi surreale in uno stadio gremito di tifosi. La squadra brasiliana tentò di ribaltare il risultato ma senza successo.
L’Uruguay, contro ogni pronostico, divenne Campione del Mondo.
Al termine dell’incontro, l’atmosfera nel Maracanà era surreale. Decine di tifosi furono colti da malore sugli spalti e le sirene dell’autombolanza si accompagnarono alle urla e ai pianti dei giocatori sconfitti.
Nessuno dell’organizzazione si preoccupò della cerimonia di premiazione, lo stesso Jules Rimet, presidente della FIFA, che per onorare la certa vittoria della squadra ospitante aveva preparato un discorso in portoghese, consegnò mestamente la coppa alla squadra uruguayana che per sicurezza dovette abbandonare il prima possibile il campo del Maracanà. Questo non impedì una violenta aggressione ai danni di Ghiggia immediatamente dopo la partita. Il bomber rientrò in Uruguay in stampelle e con la gamba sinistra malconcia e rimase inattivo per quasi tutto l’anno successivo. Fu l’unica volta nella storia dei Mondiali in cui non venne suonato l’inno in onore della squadra vincitrice.
Per la storia calcistica del Brasile, il 16 Luglio del 1950 è una delle giornate più buie. Fu decretato lutto nazionale per ben tre giorni: molti cittadini si suicidarono perchè avevano scommesso tutti i loro averi sulla vittoria della propria squadra e molti furono quelli che morirono d’infarto.
Dopo quel tragico giorno, ricordato come “O Maracanazo“, sopratutto per motivi scaramantici, la Federazione calcistica Brasiliana decise di cambiare la divisa dei proprio calciatori. A quei tempi, questa consisteva di maglietta bianca con colletto blu, e pantaloncini e calzettoni bianchi. Per alcuni anni il Brasile indossò infatti, una maglietta azzurra con pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri finché, nel 1954, la divisa divenne come si presenta tutt’oggi: maglietta giallo oro con colletto verde, pantaloncini blu e calzettoni bianchi (l’unica parte della divisa ad essere rimasta immutata). Da questa nuova divisa deriva uno dei soprannomi del Brasile: “la nazionale verde-oro“.
Le foto dei Mondiali 1950
Video della finale del Mondiale 1950:
La storia di tutte le edizioni dei Mondiali di calcio:
Calciomercato Juventus: la società bianconera ha raggiunto un accordo di massima con l’Udinese per il trasferimento immediato del centrocampista Antonio Candreva, in comproprietà con il Livorno, in maglia Juve.
La Juve, in fortissima crisi di risultati in campionato, dopo l’ennesima sconfitta contro il Chievo di Domenica, prova a migliorare la sua situazione intervenendo sul calciomercato per sistemare l’emergenza a centrocampo. I bianconeri hanno deciso infatti di puntare su Antonio Candreva, giovane centrocampista offensivo del Livorno, già entranto, in un paio di occasioni nella Nazionale maggiore di Lippi.
Candreva è attualmente nelle fila del Livorno, ma è in comproprietà tra gli amaranto e l’Udinese. La Juve ha raggiunto un accordo per la cessione in prestito con diritto di riscatto per la metà del cartellino di proprietà dei friulani, con riscatto fissato a 8,5 milioni di Euro.
I bianconeri ora per chiudere la trattativa, devono definire un accordo con il Livorno che chiede una contropartita tecnica. I maggiori indiziati per essere girati ai toscani sono Albin Ekdal (attualmente in prestito al Siena) e Marcelo Zalyeta, attualmente al Bologna. A ore o giorni dovrebbe poi arrivare il definitivo passaggio di Candreva alla Juve.
Serie A, ventesima giornata: l’Inter si ferma sul pari a Bari, ne approfitta il Milan che batte il Siena e si porta a sei punti dai nerazzurri (con una partita in meno). Vince anche la Roma. Juventus a picco, sconfitta anche dal Chievo.
Bari – Inter: gol e spettacolo nell’anticipo della ventesima giornata al San Nicola. Il Bari di Ventura mostra il solito bel gioco e mette a lungo in difficoltà l’Inter di Mourinho (che deve fare a meno di diversi uomini a centrocampo e di Eto’o davanti). I gola arrivano tutti nella ripresa. Le incursioni dei baresi fruttano due rigori, uno per fallo di Samuele e l’altro per un tocco di mano di Lucio. Barreto batte due volte Julio Cesar portando i biancorossi sul doppio vantaggio. L’Inter, come capita ormai spesso, non si arrende e innesca la rimonta con Pandev che firma l’1-2 in tap-in su un tiro di Balotelli. Nel finale arriva il pareggio di Diego Milito (arrivato a quota 12, gol, capocannoniere con Di Natale) che segna anche lui su calcio di rigore. Nerazzurri non brillantissimi, ma ancora una volta capaci di rimontare una situazione sfavorevole. Gran partita del Bari che dimostra di nuovo di essere tra le migliori compagini della Serie A 2009/2010.
Milan – Siena: a San Siro, la squadra di Leonardo continua il trend positivo degli ultimi tempo sbrigando sin da subito la pratica Siena. Dopo dieci minuti il Milan passa, su calcio di rigore per fallo di Curci su Borriello. Il portiere del Siena viene espulso. Ronaldinsho trasforma l’1-0. Alla mezzora arriva il bellissimo raddoppio di Borriello che su cross di Pirlo gira in rete di sinistro al volo. Nella ripresa continua lo show di Ronaldinho che regala, dribbling e giocate come quelle fatte vedere ai tempi d’oro del Barcellona. Il numero 80 rossonero firma il 3-0 di testa su azione da corner. Il quarto gol Ronaldinho lo segna con un destro fulminante sotto l’incrocio da fuori area. Il brasiliano chiude la gara con la sua tripletta. Il Milan è ora a sei punti dall’Inter in attesa del derby di Sabato che dirà molto sulla sfida per lo Scudetto.
Roma – Genoa: la Roma di Ranieri continua a dimostrarsi in gran forma battendo anche il Genoa e trovando i gol del neo acquisto Luca Toni. Nel primo tempo i giallorossi passano con Perrotta che infila Amelia da due passi sugli sviluppi di un corner. Poco dopo Vucinic si invola sulla fascia destra e mette a centro area dove Toni in scivolata firma il suo primo gol in campionato con la maglia della Roma. Il Genoa fa poco per recuperare il rusltato e nella ripresa la Roma chiude la gara. Punizione di Vucinic che pesca ancora Luca Toni che infila il 3-0, questa volta con un colpo di testa.
Continua la crisi profonda della Juventus. I bianconeri perdono anche a Verona contro il Chievo per 1-0 (gol di Sardo alla mezzora). La squadra di Ferrara perde giocando male e, al momento, non si intravedono margini di miglioramento. La Fiorentina perde a sorpresa in casa con il Bologna. Nel posticipo pareggio senza reti tra Napoli e Palermo.
Coppa Italia, ottavi di finale: questa sera alle 20.45 si affrontano allo stadio Olimpico Juventus e Napoli in una partita unica che vale la qualificazioni ai quarti di finale della TIM Cup 2009/2010.
Juve e Napoli vivono momenti diametralmente opposti. Il Napoli viaggia a grande velocità in campionato da quando c’è Mazzarri e potrà contare su quasi tutta la rosa ad eccezione di Lavezzi, acciaccato. La Juventus affronta un periodo di crisi nera e Ciro Ferrara, oltre a vedere la sua panchina in bilico, ha gli uomini contati. L’allenatore bianconero porterà infatti in panchina tre giocatori della Primavera e ha scelte obbligate per la formazione con un probabile rombo a centrocampo dove, dopo l’ennesimo infortunio che ha fermato anche Poulsen ci sono i maggiori problemi. Mazzari al contrario fa turnover e lascia in panchina Hamsik e Quagliarella; davanti in attacco con Denis ci sarà Hoffer. Mazzarri ha assicurato poi l’esordio del neo acquisto Dossena (dal primo minuto o in sostituzione di Aronica nella ripresa).